Attualità

«Superare il renzismo e rigenerare la politica dal basso»

di Lelio Alfonso, Coordinatore nazionale Italia Unica

Non c'è dubbio che il voto di Roma assegna una valenza politica nazionale all'appuntamento amministrativo della prossima primavera. È dunque fondamentale andare alle urne della Capitale nel massimo di chiarezza perché solo così si può recuperare il rapporto con i cittadini. Seguendo, ad avviso di Italia Unica, alcune direttrici. La prima. Il disastro della giunta Marino non riguarda solo i pur evidentissimi limiti dell'ex sindaco. Al contrario, chiama direttamente in causa il Pd, romano e nazionale. Ci sono, politicamente, precise responsabilità di Renzi nella catastrofe amministrativa che ha portato Marino alle dimissioni ma che di fatto si è configurata come una cacciata. Dunque occorre una svolta radicale, un cambio di prospettiva che abbia nel mirino anche il superamento del renzismo. La seconda. Non è con marmellate politicamente informi che si può dare soluzione ai rilevantissimi problemi della città. Perciò appaiono del tutto incongrue le proposte di un sindaco che riesumi il patto del Nazareno o cose simili. Perché un sindaco sorretto da una maggioranza di sigle che mettono insieme tutto ed il contrario di tutto, che a livello nazionale si combattono (fintamente?) e poi fanno accordi a livello locale, è una cosa che i romani non accetterebbero. Giustamente. La terza. Non è con quelle ammucchiate che si battono i 5Stelle. Tantissimo ci divide dal movimento di Grillo. Ma considerali alla stregua di barbari cui sbarrare le porte è un errore. I Cinquestelle sono la risposta, a nostro avviso profondamente sbagliata e povera di contenuti, ad un disagio vero degli elettori. Si battono incalzandoli con proposte e concretezza, non con l'isolamento. La quarta. Italia Unica punta a mettere in campo una offerta politica nuova e credibile. Basata sulla competenza, sulla lotta - ma vera - alla corruzione, sulla rottura dei vecchi schemi. Su progetti concreti per i municipi e di rilancio con iniziative di grande visione per una delle città più importanti del mondo. Il civismo che proponiamo, e di cui la candidatura di Corrado Passera a Milano è l'esempio, non è antipolitica bensì rigenerazione della politica dal basso. Siamo convinti che Alfio Marchini non accetterà di essere ostaggio di operazioni vecchio stile e di conseguenza potrà diventare interlocutore privilegiato di IU. La quinta. Berlusconi e Salvini a Montecitorio si fronteggiano ma poi vanno a braccetto a Bologna. Favoriscono il Partito della Nazione: un errore grave. Siamo sicuri che la pensano così anche tantissimi elettori liberali e popolari che rifiutano demagogia e populismo. A loro, con umiltà e determinazione, ci rivolgiamo.

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