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Dal magistrato Muntoni al Guardasigilli I nuovi veleni nelle intercettazioni

È una donna potente Silvana Saguto: una donna potente con amici altrettanto potenti. L’ex capo delle misure di prevenzione del tribunale di Palermo infatti ha bisogno di trovare un posto per il...

È una donna potente Silvana Saguto: una donna potente con amici altrettanto potenti. L’ex capo delle misure di prevenzione del tribunale di Palermo infatti ha bisogno di trovare un posto per il marito ingegnere ma teme, ipotizzano gli investigatori della guardia di finanza, che una collaborazione diretta all’interno delle amministrazioni giudiziarie stabilite dall’ufficio che lei stessa presiede, possa risultare troppo sfacciato. L’occasione buona si propone con il viaggio a Roma dell’avvocato (e amministratore di diversi beni posti sotto sequestro) Gaetano Cappellano Seminara che arriva nella Capitale per un’udienza su Massimo Ciancimino. Siamo a giugno e Cappellano racconta alla Saguto del suo incontro con il giudice delle misure di prevenzione di Roma Guglielmo Muntoni. Incontro organizzato dalla stessa Saguto. «Sono stati graziosissimi – dice l’avvocato amministratore – Muntoni con(incomprensibile) la sua collega, mi hanno accompagnato giù in udienza, sebbene non era iniziata e poi tra le altre cose mi ha dato pure un incarico, cosa che non m’aspettavo». Ma anche l’incarico ottenuto da Cappellano potrebbe non essere adatto al marito della Saguto. Pur non provenendo dal Tribunale di Palermo infatti, l’eventuale consulenza garantita da Cappellano al marito della Saguto, potrebbe destare sospetti ed è la stessa Saguto a spiegarlo al collega; la donna riferisce a Muntoni di una conversazione avvenuta con un collaboratore nella quale era venuto fuori che sembrava «Opportuno che Lorenzo si tolga dalla.. anche da questa misura che non è mia, facendo...abbiamo pensato con Fabio di fare tipo che è cessato l'incarico in modo che non sia né che se ne va né che...men che meno viene licenziato...così, di botto, ad un certo punto, tra un paio di mesi massimo l'incarico non è più necessario, questa figura professionale la inseriscono all'interno delle cave e dopo poi se la riprendono, quando sarà, tra un poco, qualche altra persona, se la vede lui, insomma». E Muntoni, sostengono gli investigatori per aiutare il marito della Saguto si impegna parecchio: si informa se lo stesso sia disponibile a trasferirsi a Roma per un po’, sparge la voce tra i colleghi spiegandone le professionalità e alla fine, scrive in un sms alla Saguto: «Puoi rimandarmi il cellulare di tuo marito a questo numero? Potrebbe interessargli un incarico per il Cara di Mineo»? L’incarico sembra interessare e, dopo pochi giorni, l’ingegner Caramma (coniugato Saguto) riceve una telefonata da tale Davide Franco che chiede «se è interessato a collaborare al Cara di Mineo». I legami del giudice indagato sono numerosi. L'estate scorsa l'attenzione è alta. Il Csm e il ministero vogliono vederci chiaro. Così Tommaso Virga, ex componente del Csm e padre di Walter, il giovane amministratore giudiziario scelto dal collegio presieduto dalla Saguto per gestire diversi beni, si spende per Silvana Saguto. Della vicenda che ha coinvolto la donna, Virga, ne aveva parlato anche a Caudio Galoppi, componente del Consiglio Superiore della Magistratura, « il quale – si legge negli atti - gli ha detto di parlarne con Pontecorvo (Lorenzo, Componente del Consiglio Superiore della Magistratura, ndr) che è in prima commissione». Bisogna agire velocemente. Anche il recorman di amministrazioni giudiziarie, Gaetano Cappellano Seminara, era stato chiamato per fare un elenco degli incarichi ricevuti: «È risultato che in tutto sono 20». La donna però spiega di essere in attesa perchè è sicura di poter dimostrare di non essere stata lei a conferire tali incarichi. Così Tommaso Virga vela una sorta di complotto: «Sono tutte frecce per colpire te». Anche Costantino Visconti, noto docente universitario, contatta la donna spiegando che il ministero della Giustizia si sta interessando alla vicenda. È il 20 agosto scorso e l'occasione è fornita dall'interrogazione parlamentare presentata dal Pd. «Il Ministro Orlando – spiega il professore alla Saguto - chiede di sapere quante società ha amministrato Cappellano che non si capisce perchè quell'altra specie di Di Vitale non me lo specifica...ehh...da quando, in quanto, se tutte, inoltre richiedere quali sono stati i compensi percepiti». Così il giudice risponde: «Tu puoi parlare con qualcuno di tutti questi così Orlando la finisce?». Poi continua: «Sembrano esattamente le domande de Le lene» spiega la donna ricordando lo scoop della trasmissione Mediaset. Visconti ha la sua idea: «si, si...è ancora sto veleno che circola». La donna specifica: «Vorrei che qualcuno ci parlasse(ad Orlando ndr), cercasse di farlo...non è che non gliele vogliamo dare 'ste cose». L'informatica chiosa: «Visconti dice che parlerà con il citato Di Vitale, precisando "glielo dico come cosa del Ministro, lui sa che ho buoni rapporti con il Ministro"».

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