Sono numerose e sostanziali le modifiche che il nuovo Codice della strada, presente in bozza sul tavolo del Consiglio dei Ministri, prevede di attuare. A partire dal potenziamento e alla ottimizzazione delle risorse umane, per arrivare a questioni più pratiche come la “soppressione dell’obbligo di portare con sé i documenti fisici di guida e di circolazione”. Ne consegue che, in caso di controllo, l’identificazione del conducente e la verifica della regolarità del veicolo e del titolo di guida avverrebbero tramite l’accesso telematico agli archivi da parte degli organi di polizia.
La digitalizzazione coinvolge anche il procedimento sanzionatorio: “Il verbale di contestazione potrà essere redatto interamente in formato digitale dagli agenti accertatori e reso immediatamente disponibile al trasgressore su piattaforme telematiche dedicate”. Questo garantirà maggiore rapidità, trasparenza e certezza nella verbalizzazione.
Tra le novità per la circolazione, dunque per chi guida, figura “la possibilità per i conducenti di motocicli di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di sinistri/rallentamenti”. Una norma, già applicata in altri Stati come la Spagna, che tutela i motociclisti dall’esposizione alle condizioni atmosferiche in tutti i casi di traffico congestionato. Resta fermo - si aggiunge - l’obbligo per i motociclisti di garantire durante la circolazione sulla corsia di emergenza il passaggio dei veicoli di polizia e di soccorso.
Inoltre, viene elevato da 68 a 70 anni il tetto anagrafico per il trasporto professionale con le patenti del gruppo 2 (autotrasporto e autobus), con verifica biennale tra i 65 e i 68 anni. Il provveddimento guarda però anche al futuro e “un cambio di passo netto” è rappresentato dal fatto che si elimina il riferimento al fatto che il veicolo “debba necessariamente essere condotto da un conducente”.
Scenario che apre, in tal modo, ai veicoli a guida autonoma dotati di hardware e software in grado di eseguire l’attività di guida dinamica senza supervisione costante. Si prevede che “possano, in una fase non ancora definitiva, circolare esclusivamente negli ambiti d’impiego definiti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa europea”.
