Attualità

La cucina mediterranea punta alla biodiversità

Mario Iacomini, cuoco e custode del gusto. porta all'Expo il Modello Abruzzo sperimentato alla Scurcola

Arriva dall’Abruzzo la cucina mediterranea che punta alla biodiversità. L’esperienza di Scurcola Marsicana ha illuminato ieri il Biodiversity Park dell’Expo in corso a Milano. Non ci può essere un «futuro ecosostenibile e biodiverso» senza il rispetto della biodiversità culturale. È quanto ha sostienuto e dimostrato con le ricerche, iniziate nel 1998, l’abruzzese Mario Iacomini definendosi «cuoco custode». Come? Il come è stato raccontato dallo stesso Iacomini nel saggio-manifesto «Rinascimento del gusto. Carovanando fra due Mari» (Palombi Editori), nel quale propugna, tra l'altro, il rapporto diretto produttore-consumatore «per l'adozione della filiera di custodia ecosostenibile) e biodiversa», proprio riferendosi al valore della biodiversità culturale. Il saggio, frutto insieme ad altri di un piano di sperimentazione finanziato nel 2008 dal Mattm, è stato approfondito proprio nell'evento presso il Biodiversity Park dell’Expo milanese. Il dibattito è stato introdotto dal documentario «GustandoFuturo», in cui è stata illustrata la nuova visione dell’educazione ad una alimentazione sana elaborata dall'autore e sperimentata dal 2000, per tre anni, nella Marsica e che dal 2008 - così come le azioni a supporto della «filiera di custodia» - ha trovato un’ ulteriore fase di attuazione con il piano di intervento Scurcola Marsicana Città Biodiversa. All’evento, promosso dall’istituto di ricerca MondiVivo in collaborazione con l’associazione culturale Tempi Moderni, e patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e dal Comune di Scurcola Marsicana, hanno partecipato, oltre all'autore, la giornalista Marina Silvestri, Alessio Buzzelli (studioso di filosofia), il sindaco della cittadina marsicana Vincenzo Nuccetelli, e altre personalità. È stato quindi possibile riflettere anche sugli aspetti filsofico-estetici della ricerca. In «Rinascimento del gusto», infatti, l'autore, partendo dal concetto di «tipico» e dalle evoluzioni, articola - all’interno della cucina mediterranea vista e pratica come arte - un’estetica del cibo declinata attraverso tre categorie: forma-sapore, fonte-sapore e sorgente-sapore. Tutte forme veicolo delle produzioni agricole che puntano alla biodiversità.

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