Trentadue anni di indagini si concludono con un'archiviazione. Le scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, sparite da Roma rispettivamente il 22 giugno ed il 7 maggio 1983 restano legate alle supposizioni. Ai sospetti. Al coro di interpreti e comparse che hanno calcato il palcoscenico solforoso che è stato sfondo di due dei casi di cronaca nera più misteriosi verificatisi in Italia nel Novecento. La notizia è di ieri, ma è stata sigillo (atteso e temuto) di una richiesta di archiviazione già presentata dal Procuratore di Roma Giuseppe Pignatore e dai sostituti Simona Maisto e Ilaria Calò nel maggio scorso. Se ne era distanziato, sia pure parzialmente, il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, per il quale occorreva approfondire personalità ed eventuale ruolo rivestito dal fotografo Marco Fassoni Accetti, già condannato per aver investito ed ucciso il piccolo Jose Garramon (stesso anno, 1983). Accetti si era fatto vivo con la trasmissione «Chi l’ha visto» due anni fa con un flauto, autoaccausandosi del rapimento di Emanuela e Mirella, avvenuti a suo dire nell'ambito di una guerra tra fazioni avverse interne al Vaticano. L'ultimo filone d'inchiesta archiviata ieri dal gip Giovanni Giorgianni era stata avviata nel 2005 e poi andata avanti con la scoperta, casuale, della sepoltura di Renatino De Pedis, boss della Banda della Magliana, nella basilica di Sant'Apollinare. L'ex amante di Renatino, Sabrina Minardi, aveva giocato il ruolo di pentita confermando che la Banda della Magliana aveva rapito Emanuela e Mirella per ricattare il Vaticano. Furono indagati monsignor Piero Vergari, rettore della Basilica fino al 1991, Angelo Cassani alias «Ciletto», Sergio Virtù, presunto autista di De Pedis, Gianfranco Cerboni, oltre a Marco Fassoni Accetti. Le motivazioni del giudice sono riassumibili nel concetto secondo il quale a sostegno delle rivelazioni di Sabrina Minardi da una parte e di Marco Fassoni Accetti dall'altra non sono stati trovati riscontri. «C'è stata una chiara volontà di chiudere l'inchiesta - dice a "Il Tempo" Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela - e questa sentenza appare ridicola. Ci aspettavamo un approfondimento del ruolo avuto in questa vicenda da Marco Fassoni Accetti alla luce di una intercettazione del 1997 uscita fuori solo ora. In questa intercettazione l'ex convivente di Accetti lo minacciava di rivelare ciò che lui aveva fatto con mia sorella. Emanuela era una cittadina del Vaticano. Mi aspetto ora che proprio dal Vaticano ci sia un commento, una reazione».
Orlandi-Gregori, archiviata l’inchiesta
Angela Di Pietro Trentadue anni di indagini si concludono con un'archiviazione. Le scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, sparite da Roma rispettivamente il 22 giugno ed il 7 maggio 1983...
