Attualità

Bimbi vaccinati in calo Puniti i medici infedeli

Sanzioni e la radiazione per chi li sconsiglia

Cala il numero dei bambini vaccinati. E i medici che sconsigliano le vaccinazioni potrebbero subire sanzioni: multe e persino la radiazione dall’albo. Tra polemiche e smentite su un tema caldissimo, perché riguarda la salute dei nostri figli e nipoti, è iniziato il conto alla rovescia a ridosso di una scadenza importante: il nuovo Piano vaccinale, che verrà discusso il 20 ottobre, martedì prossimo, in un incontro tra le Regioni e il dicastero guidato da Beatrice Lorenzin e che dovrebbe portare a uniformare le linee guida sul tema. E proprio nell’ambito del lavoro sul nuovo piano vaccinale sarebbe emersa l’ipotesi di "punire" i camici bianchi infedeli, rei di non aderire abbastanza alle linee guida del Servizio sanitario nazionale. Quelli, per intenderci, che sconsigliano, o non caldeggiano la vaccinazione, fornendo informazioni prive di fondamento scientifico sui rischi connessi. Ma il più delle volte, per sentirsi scoraggiate o indecise, a schiere di mamme e nonne al bivio, basta sapere, anche indirettamente, che i medici si tengono alla larga dai vaccini, o non vaccinano i propri figli. Per dare una sterzata potrebbero spuntare misure coercitive come il certificato obbligatorio a scuola. Sulle punizioni ai medici è arrivata, però, la smentita del Ministero. «Sanzioni ai medici? Non c’è niente di tutto questo, quando ho letto la notizia sono saltata sulla sedia» ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ai microfoni di Sky Tg24. «La bozza di Piano nazionale vaccini, attualmente all’esame della Conferenza delle Regioni - prosegue il ministero - prevede esclusivamente percorsi di concertazione con gli Ordini e le associazioni professionali e sindacali, per cogliere l’obiettivo condiviso di garantire adeguate coperture vaccinali». Poi l’affondo del ministro. «Purtroppo il tasso basso di vaccinazioni sta esponendo la nostra popolazione a un grosso rischio. Su questo nuovo piano si cercano di perseguire obiettivi che migliorino questo dato, come campagne di informazione, coinvolgimento dei medici, formazione universitaria, si lavora su vari fronti. Su altri temi poi se ci dovesse essere una volontà comune si potrà proporre in Parlamento, ma oggi non c’è». Eppure qualcosa c’è: nella bozza del nuovo piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016-2018 allo studio prevede «la ricognizione continua delle possibili violazioni del supporto alla pratica vaccinale e dell’offerta attiva delle vaccinazioni da parte dei medici e del personale sanitario dipendente e convenzionato», che potrebbe portare «anche all’adozione di sanzioni disciplinari o contrattuali qualora ne venga ravvisata l’opportunita». E in un altro passaggio della bozza si ipotizzano «azioni di deterrenza e disciplina etica e professionale nei confronti dei medici e degli operatori infedeli che non raccomandano o sconsigliano la vaccinazione». Divisa la categoria dei medici: secondo Costantino Troise, segretario Anaao, l’ipotesi di sanzioni ai medici che sconsigliano i vaccini «è folle, ridicola, a questo punto sanzionassero i medici perché esistono...», e ha ironizzato: «Per parafrasare una famosa frase - conclude Troise - la sanità è una cosa troppo seria per farla fare ai politici». Favorevoli invece i pediatri, direttamente chiamati in causa: «Sono d’accordo che il vaccino non sia obbligatorio per i genitori ma che lo sia per gli operatori sanitari» ha sottolineato Giorgio Conforti, referente Rete Vaccini della Fimp. «Un operatore sanitario non può essere contrario alle linee d’azione stabilite da chi lo paga, cioè dal Sistema sanitario nazionale. Ha quindi il dovere e la responsabilità - ha continuato - di convincere le famiglie a vaccinare i propri figli». Certe invece le priorità del nuovo Piano: eliminare del tutto morbillo e rosolia, rimanere "polio-free", aumentare la cultura delle vaccinazioni nei cittadini ma anche nei professionisti sanitari, ridurre le disuguaglianze. Certe anche le "diserzioni" dai vaccini. «In calo», e per la «prima volta» al di sotto degli obiettivi minimi previsti dal vecchio Piano prevenzione Vaccinale ha ricordato Paolo Bonanni, Ordinario di Igiene all’Università di Firenze, al convegno Sanofi Pasteur. Coperture scese «al di sotto del 95%» per le vaccinazioni dei lattanti contro «poliomielite, tetano, difterite ed epatite B» (dati del Ministero) la percentuale scende per le vaccinazioni contro «morbillo», «parotite» e «rosolia», raggiungendo una copertura del 86%, meno 4 punti percentuali, con variazioni regionali, fino al 15% di calo.

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