segue dalla prima pagina L o sappiamo tutti che «le parole possono uccidere più di ogni cosa». Su certi temi delicati dove sono coinvolti milioni di bambini abusati, sfruttati, violati nella loro intimità, noi sacerdoti per primi, sì, dico per primi, dobbiamo essere capaci di «frenare la lingua» e non cedere all’istigazione alla violenza sui piccoli, sui vulnerabili e sui deboli, che hanno sempre e di protezione. Non possiamo cedere alla tentazione di essere dei «pensatori fluidi» su queste tematiche devastanti, che hanno sconvolto, e sconvolgono quando accadono (e non dovrebbero mai accadere) la vita dei bambini. La Comunità ecclesiale è stata travolta con immensa «vergogna» – ricordiamo quante volte i Papi lo hanno detto – a causa di molti sacerdoti che hanno macchiato l’innocenza, hanno svergognato la bellezza di Gesù Cristo che proprio dei bambini dice che sono i «prediletti suoi». È arrivato il momento che non possiamo permetterci di essere confusi o confondere, generando pressapochismo o «giustificazioni» di un abominio qual è la pedofilia e le conseguenze che essa arreca a chi spesso – ingenuamente, con paura e terrore – si fida di adulti (padri, madri, tutori), a maggior ragione di religiosi, preti, vescovi e suore. Chi opera in questo campo – così delicato -, chi ha le mani e il cuore dentro la sofferenza di migliaia di innocenti, devastati e umiliati, non può più tollerare che si banalizzi tale orrore e dramma. Spesso si sente, molte volte si arriva a dire «sono i bambini, perché precoci» che cercano sesso e affetto. Ed è quello che promuovono le numerose organizzazioni, anche piccoli gruppi e persone singole che promuovono la pedofilia come un «buon benessere» che possono vivere i bambini. Perché dicono che «la pedofilia non fa male» e ci sono quelli che amano i bambini: i pedofili buoni. Lo dicono anche chi si professa cristiano o di altre confessioni e religioni. La diocesi – che è dalla parte dei piccoli e dei deboli - ha fatto bene a fermarti nella «predicazione», intesa come annuncio dell’amore di Dio agli uomini, il dare speranza, annunciare la vita buona del Vangelo. Ecco con quelle parole, non lo hai fatto. Auspico e spero che non accada mai più. L’abominio della pedofilia, della pedopornografia deve essere contrastato, anche dicendo che chi è a favore di esse «istiga» (ed è un reato) a ledere la sacrosanta vita dell’Innocente (Gesù Cristo) che vive nell’innocenza dei bambini.
Il sacerdote paladino della lotta alla pedofilia scrive al confratello «epurato»
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