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Ventimiglia, la polizia sgombera la tendopoli. I migranti tornano sugli scogli

L'accampamento degli immigrati attivisti è stato smantellato da 200 agenti. Una cinquantina di stranieri ha trovato rifugio sulla scogliera. Alfano: "Da inizio anno giunti in 130mila"

Ora quella tendopoli d'immigrati accampati al confine con la Francia non c'è più grazie ad un blitz all'alba della polizia a Ventimiglia. L’accampamento è quello dei profughi attivisti "no border".Erano circa un centinaio gli stranieri ancora accampati insieme a militanti dei centri sociali in un presidio durato circa cento giorni. Polizia e carabinieri sono intervenuti con circa 200 uomini e decine di blindati, circondando la tendopoli organizzata dagli attivisti italiani e francesi che ospitava gli immigrati. Non ci sono stati episodi di resistenza o violenza. Una cinquantina tra migranti e attivisti, soprattutto francesi, si sono nuovamente rifugiati sugli scogli, guardati dagli agenti. "Non sappiamo cosa potrebbe succedere - ha spiegato Alexander, uno degli attivisti a Repubblica - C'era tensione nell'aria, sapevamo del rischio di uno sgombero ma non pensavamo di arrivare a questo punto. Dodici camionette sono tante, sono arrivate intorno alle 7, ci hanno avvisati amici di Imperia che stavano arrivando. Mentre i francesi hanno sbarrato il confine per evitarci vie di fuga". Una cinquantina tra migranti e attivisti, soprattutto francesi, si sono nuovamente rifugiati sugli scogli, guardati dagli agenti.     Alfano: "Da inizio anno giunti in 130mila" Il ministro dell'Interno Angelino Alfano snocciola i numeri sull'immigrazione al Comitato parlamentare Schengen: dall'inizio dell'anno sono giunti in Italia «quasi esclusivamente dalla Libia 130.577 migranti». La nazionalità prevalente è quella eritrea (27%), seguono i migranti nigeriani (13%), somali (7%), sudanesi e siriani (6%). Nello stesso periodo dello scorso anno gli arrivi erano stati 138mila. Le cifre sono state fornite dal ministro dell'Interno Angelino Alfano in un'audizione di fronte al Comitato parlamentare Schengen. Attualmente sono 98mila i migranti ospitati nelle strutture di accoglienza statali: circa ottomila nei centri di primo soccorso e nei Cara, 20mila presso gli enti locali attraverso la rete Sprar, 69mila nei centri di accoglienza allestiti in via temporanea. "Man mano che oltre alla fuga dalle guerre si alimenterà il flusso dei disperati che scappano non dalla guerra ma dalla fame, il sistema dei rimpatri deve funzionare perchè, se non funziona, il meccanismo in Europa, e non solo in Italia, potrà collassare. Quindi abbiamo chiesto che sia l'Europa a farsi carico dell'intera procedura di rimpatrio». Ha aggiunto Alfano. I «tre pilastri della solidarietà", ha spiegato, sono «la relocation secondo il principio della redistribuzione dei migranti», gli 'hotspot' "come modalità per discernere chi ha diritto a richiedere l'asilo da chi deve essere rimpatriato" e, "dopo questa fase di discernimento, il rimpatrio". Le "attività di ricollocazione" dei migranti "inizieranno congiuntamente all'attivazione degli hotspot. Riguarderanno -ha proseguito Alfano- gli stranieri arrivati in Italia nell'intervallo dal 16 settembre scorso al 17 settembre 2017. La ricollocazione non si fermerà a 24mila persone", dal momento che, ha ricordato il responsabile del Viminale, il 22 settembre è stata adottata in sede europea "un'altra decisione" che riguarda la redistribuzione di altre 15.600 persone provenienti dall'Italia. Alfano è del parere "che l'Europa si stia muovendo nella direzione giusta", con una serie di iniziative che "di fatto segnano il superamento del principio-base del regolamento di Dublino. Un continente politico che si fa Unione e che stabilisce il diritto alla libera circolazione e che stabilisce di condividere una moneta, non può non avere un diritto di cittadinanza e di asilo comuni perché altrimenti -ha avvertito- l'architettura è squilibrata".     Accoglienza "Attendiamo dalla Cei indicazioni concrete su come rispondere in pratica all'appello del Papa che invita le parrocchie ad accogliere i migranti". Così monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia, la cui Diocesi ha partecipato attivamente all'accoglienza dei migranti che in questi mesi si sono concentrati nella città ligure di confine nella speranza di passare in Francia. "Come Caritas - dichiara monsignor Suetta - già da marzo ci siamo occupati dei migranti che passavano in città. Abbiamo offerto accoglienza e assistenza. Non si tratta di grandi numeri e del resto alla prima accoglienza ha provveduto la Croce Rossa. Noi abbiamo cercato di avviare un percorso di integrazione per quelli che potevamo accogliere nel nostro edificio, 22-25 persone alla volta".

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