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Parrocchie pronte ad ospitare i profughi

È partito il censimento nella diocesi di Roma Mons. Vallini: "Un Giubileo dell’accoglienza"

Il Papa durante l'Angelus del 6 settembre scorso aveva riolto un accorato appello per i migranti alle parrocchie, comunità e santuari di Europa. «Ognuno - aveva detto - accolga una famiglia di profughi, un gesto concreto in preparazione dell'Anno santo». E dopo qualche giorno da quelle parole è partito l'impegno della diocesi di Roma con un appello alla generosità. Ad annunciarlo, ieri nella basilica di San Giovanni in Laterano, il cardinale vicario Agostino Vallini e monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana, di fronte al clero di Roma riunito per il tradizionale incontro di inizio dell'anno pastorale. Prioritari il censimento delle disponibilità per la prima accoglienza di chi arriva in Italia o per il reinserimento sociale di coloro che hanno ottenuto il riconoscimento d'asilo politico e l'organizzazione di incontri di formazione sul tema dell'immigrazione». Un grande «appello alla generosità per rendere concreto il Giubileo della misericordia ormai alle porte». Le risposte delle parrocchie romane sono attese entro il 30 settembre. Referente dell’accoglienza sarà la Caritas diocesana, «interfaccia» con le istituzioni che avranno il compito di inviare i profughi. Soprattutto eritrei, somali e afghani, come emerge dalla peculiare realtà di Roma e dell'Italia rispetto ad altri Paesi del Continente. In particolare, uomini o mamme con bambini. Quanto alla formazione, curata dalla Caritas insieme all'Ufficio diocesano per la pastorale delle migrazioni, è arrivato alle parrocchie l'invito a «ospitare incontri per sensibilizzare gli operatori pastorali, le famiglie, i giovani sulle complesse tematiche del fenomeno fornendo loro informazioni corrette al fine di evitare ogni sorta di strumentalizzazione».

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