A soli 16 anni è finito in in cella per l’omicidio del padre. Ma era innocente. Il milanese Luca Agostino ha fatto 113 giorni in galera con l’accusa di aver assassinato il padre Cosimo Agostino, ucciso invece dal fratello maggiore di Luca, Vincenzo, in presenza sua e della madre dei due. Luca Agostino è stato già prosciolto dal gip Marilena Chessa e adesso risarcito dalla Corte d’Appello con 24.300 euro a titolo appunto di riparazione per il carcere dal 25 febbraio al 17 giugno 2010. Cosimo Agostino, alla fine di una tormentata e aspra conflittualità familiare, viene ucciso con tre colpi di pistola in casa a Desio il 24 febbraio 2010. Il minorenne Luca all’inizio si avvale della facoltà di non rispondere, poi dopo due giorni risponde alle domande e spiega di non essere stato lui. Ma quando gli inquirenti arrestano il fratello maggiore Vincenzo, reo confesso di un delitto d’impeto, che fece ritrovare l’arma del delitto in un laghetto, arrestano pure il minorenne e lo tengono in carcere (per alcuni giorni in isolamento) fin tanto che non siano stati completati gli accertamenti scientifici in grado di dissipare il sospetto che il fratello maggiore voglia proteggerlo. Paradossalmente, infatti, è sulle sue mani – e non su quelle del fratello maggiore reo confesso – che vengono trovate tracce di polvere da sparo. Ma sia il consulente del pm sia i periti del giudice dei minori concludono che «i risultati delle operazioni peritali appaiono compatibili con le dichiarazioni rese dai tre soggetti presenti al momento dell’omicidio», e quella polvere da sparo «ben può essere spiegata con la dinamica dei fatti così come raccontata dai tre». A salvare Luca sono le intercettazioni in carcere dei colloqui tra il fratello maggiorenne e la zia.
«Ha ucciso il padre» Sedicenne in carcere per centotredici giorni
A soli 16 anni è finito in in cella per l’omicidio del padre. Ma era innocente. Il milanese Luca Agostino ha fatto 113 giorni in galera con l’accusa di aver assassinato il padre Cosimo Agostino,...