Sono 45 le persone espulse nel corso del 2015 dal territorio italiano per legami con il terrorismo internazionale, mentre sono 81 i foreign fighters "italiani", ovvero i combattenti di nazionalità italiana (in minima parte) o stranieri che hanno avuto a che fare con l'Italia che si sono recati nelle zone di guerra in Siria o in Iraq per unirsi allo Stato Islamico. Le cifre sono state diffuse dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, in occasione del 14esimo anniversario dell'11 settembre. Una data che, ha sottolineato il responsabile del Viminale, è rimasta «un giorno di libertà e democrazia» grazie all'opera di prevenzione di forze dell'ordine, forze armate e servizi di intelligence. Il bilancio "Dall'11 settembre 2001 ad oggi - ha ricordato il ministro - gli espulsi per terrorismo internazionale sono stati complessivamente 228; di questi, 19 erano imam. In totale, dal febbraio 2014 ad oggi, gli espulsi per terrorismo internazionale sono stati 57, gli arrestati 45 Pansa: "Rischio terroristi c'è" Il rischio di infiltrazioni terroristiche tra i migranti "esiste, e col passare del tempo aumenta sempre di più ma non abbiamo alcuna informazione che ci metta in allarme". Lo ha detto il capo della polizia, Alessandro Pansa, a margine della conferenza stampa del ministro Alfano al Viminale. "mi sembra evidente che ci siamo attrezzati - ha proseguito Pansa - e ci stiamo attrezzando sempre di più per prevenire la minaccia con servizi specifici, ovvero per capire se tra i migranti possano esserci i sospetti terroristi. L'attività di prevenzione sta dando i suoi risultati anche in questo senso, come dimostrano anche alcuni respingimenti alla frontiera per mancanza dei requisiti di ingresso" (complessivamente dal gennaio 2015 ad oggi le persone espulse dal territorio nazionale o respinte in frontiera proprio per manca di questi requisiti sono 90).
Terrorismo, Alfano: 81 combattenti "italiani" in Siria
Il ministro dell'Interno diffonde le cifre in occasione del 14esimo anniversario dell'11 settembre
