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Cameron: ne ospiteremo solo 15mila

Dietrofront del premier britannico: "Intervenire in Siria contro l’Isis e Assad"

Sarà stata la foto del piccolo Aylan riverso sulla spiaggia di Bodrum o le polemiche sollevate da opposizione e parte del suo stesso partito. Sta di fatto che il primo ministro britannico non solo si è ammorbidito sul fronte dell’accoglienza ai profughi, ma promette di accoglierne migliaia e promuove un attacco armato in Siria, contro l’Isis e anche contro Assad. La «svolta» è stata rivelata da una fonte citata dal «Sunday Times», secondo la quale David Cameron è pronto ad accogliere 15 mila siriani ed è a favore di azioni militari contro i militanti dello Stato islamico entro un mese. Un chiaro segnale che il governo si sta preparando per bombardamenti in Siria, si legge ancora sul sito del quotidiano, anche perché il cancelliere dello Scacchiere George Osborne (praticamente il ministro dell’Economia) ha affermato che per risolvere la crisi è necessaria un'azione contro il regime «malvagio» di Bashar al-Assad e l'Isis. Cameron, riferisce ancora il «Sunday Times», avrebbe anche chiesto di preparare un piano per affrontare la crisi dei migranti che prevede, tra l'altro, di ampliare il programma di ricollocazione - in base al quale la Gran Bretagna ha già accolto 216 siriani dai campi di rifugiati - e lanciare un'offensiva militare e dell'intelligence contro i trafficanti di esseri umani. L'obiettivo del premier sarebbe anche quello di convincere i parlamentari laburisti a sostenere raid aerei in Siria in un voto alla Camera dei Comuni all'inizio di ottobre. In merito alla crisi dei migranti, già venerdì scorso Cameron aveva annunciato che la Gran Bretagna avrebbe aderito alla ricollocazione di «migliaia» di altri siriani in risposta all'aggravarsi delle crisi umanitaria. Il premier aveva anche precisato che gli altri profughi accolti dal Regno Unito sarebbero arrivati dai campi Onu al confine con la Siria. Da parte sua, in un'intervista alla Bbc, Osborne ha sottolineato che la Gran Bretagna «deve fare ancora di più» per aiutare i profugi siriani e chiesto un «ripensamento fondamentale» di come il Regno Unito utilizza il proprio budget di aiuto internazionale (pari allo 07 del Pil). Osborne ha affermato che i soldi dal bilancio di 12 miliardi di sterline potrebbero essere destinati alle amministrazioni comunali per contribuire ad ospitare i futuri rifugiati. Per non indispettire ulteriormente quella parte della popolazione tendenzialmente contraria a ospitare nuovi immigrati sul suolo britannico, Osborne ha rivelato che una gran parte dei fondi destinati alle amministrazioni comunali delle città che si faranno carico dei profughi sarà presa dalle riserve già stanziate per i suddetti aiuti umanitari internazionali. La mossa del cancelliere, inoltre, metterà a tacere tutti coloro che da mesi protestano per il taglio alla spesa pubblica e per l'abbattimento dei trasferimenti verso le amministrazioni locali. Lo Stato, insomma, aiuta i Comuni proprio nel momento di maggior bisogno, con i migranti in arrivo sul suolo di Sua Maestà già nei prossimi giorni.

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