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Rogo a Montmartre, strage a Parigi

Tra gli 8 morti, anche due bambini di una famiglia senegalese sterminata Giallo su una lettera di minacce: «Sporco nero, un giorno il palazzo brucerà»

Non sarebbe stato un incidente. Aveva con sé «una candela e un accendino» il 36enne fermato a Parigi dopo che un incendio, il peggiore dal 2005, ha distrutto un edificio vicino Montmartre. Un condominio in Rue Myrha di cinque piani con appartamentii privati non abitati da famiglie in difficoltà economica, ha poi spiegato il sindaco Anne Hidalgo, dove sono morte otto persone, tra cui cui due bambini, i figli di una famiglia senegalese di quattro persone, completamente sterminata. Agghiacciante la scena. Una donna si è lanciata nel vuoto. Un uomo aggrappato alla finestra in attesa di pompieri, arrivati in pochi minuti, è arso come una torcia, davanti agli occhi dei residenti che dalla strada lo esortavano a non buttarsi di sotto. Gli altri sei sono morti asfissiati dal fumo. E i quattro feriti hanno gravissime ustioni. Incredibili i tentativi messi in atto per salvarsi. «Un ragazzo - raccotano i testimoni - è riuscito a saltare in un palazzo accanto, aggrappandosi alle inferriate delle finestre». L’uomo che potrebbe aver causato tutto questo avrebbe precedenti per questioni legate a «stupefacenti, furti e danni alla proprietà privata». Il sospettato, individuato grazie alle telecamere di sorveglianza e a testimonianze oculari, è stato bloccato dalla polizia «nelle vicinanze» di rue Myrha. L’immobile distrutto, cinque piani, era «ristrutturato da poco, non certo un ritrovo occupato, vecchio e cadente», ha sottolineato il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve. Due le telefonate di soccorso. I vigili del fuoco sono stati chiamati una prima volta alle 2.23 per spegnere le fiamme divampate nel palazzo di cinque piani. Poi, un secondo intervento alle 4.30, ha riferito il comandante dei pompieri, Gabriel Plus, precisando che il primo incendio è stato «limitato». «È evidente - ha commentato un portavoce del ministero degli Interni - che quando ci sono due chiamate nella stessa notte, non si può ignorare che si sia trattato di un atto doloso». La pista criminale sembra quindi privilegiata. È c’è anche un giallo su una presunta lettera di minacce di morte «un giorno il palazzo andrà a fuoco» con un’ingiuria: «sporco nero».

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