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Le maestre «più 36 mesi» tornano a lavorare (almeno per un anno)

Possono tirare un sospiro di sollievo le maestre precarie degli asili e nidi comunali della Capitale con più di 36 mesi di lavoro estromesse dalla graduatoria di quarta fascia e dunque licenziate....

Possono tirare un sospiro di sollievo le maestre precarie degli asili e nidi comunali della Capitale con più di 36 mesi di lavoro estromesse dalla graduatoria di quarta fascia e dunque licenziate. Il bando comunale firmato il 14 agosto che le aveva estromesse dalla lista delle supplenti è sospeso almeno un anno. Il primo a fare i salti di gioia è stato l’assessore Marco Rossi Doria che su Twitter ha annunciato: «Circolare Funzione pubblica salva lavoro e equipara maestre stato e comuni. Vittoria di Roma e di tutti: maestre, Governo e città italiane». In pratica il provvidenziale intervento del governo sollecitato proprio da Rossi Doria in questi giorni molto convulsi con le maestre in piazza, i sindacati sul piede di guerra e i genitori dei bimbi da inserire nei nidi arrabbiati, ha evitato che cinquemila insegnanti ed educatrici/educatori precari/e delle scuole comunali di Roma (e in generale d'Italia) restassero senza lavoro. In un cinguettio precedente, l'ex sottosegretario del Miur nonchè maestro si era detto «soddisfatto per le maestre e per le città italiane». Felicità anche dal commissario Pd Matteo Orfini che si congratula con Rossi Doria. «Adesso nominiamo e basta. E pure rapidamente» fa sapere Rossi Doria intendendo le nomine degli insegnanti . «L'anno educativo riprende regolarmente, con le precarie e i precari che hanno fatto più di 36 mesi che si ritrovano nella situazione di garanzia che avevano l'anno scorso- ha spiegato Rossi Doria- Poi c'è un anno di lavoro intenso da fare con l'Anci per uscire da logiche emergenziali ma non mi soffermerei su questo ora. In questo momento sappiamo che quelle maestre che abbiamo visto sulle scalinate passeranno una serata serena e questo è di decisiva importanza, come il fatto che le mamme e i papà andranno nei nidi senza che ci sarà alcuna crisi». La circolare del ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, che ha sbloccato la situazione ha un titolo significativo «perchè è una disciplina applicabile ai rapporti di lavoro a tempo determinato del personale delle scuole comunali, con particolare riferimento ai limiti di duratà- ha continuato Rossi Doria- Quindi si aggredisce il punto dei 36 mesi di contratto equiparando gli insegnanti comunali a quelli statali. Era ciò su cui insieme all'Anci abbiamo lavorato da subito». In particolare questo atto «in forza del coordinamento a Palazzo Chigi e della presidenza del Consiglio che ha messo insieme il Miur, il ministero del Lavoro, il Mef e il ministero della Funzione Pubblica, manda alla Corte dei conti un dispositivo che dice che in forza dell'articolo 3 della Costituzione non è possibile che almeno per quest’anno non avvenga per i 10mila e più docenti/educatrici delle città italiane quanto previsto per gli statali dalla Buona Scuolà- ha concluso Rossi Doria- Ora abbiamo un anno per uscire da logiche emergenziali e trovare soluzioni più solide». Quello che si aspettano le maestre, molte di loro precarie da più di dodici, tredici anni.

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