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«Io, censurata dal governo per le frasi sugli immigrati»

Giorgia Meloni si imbavaglia per protestare dopo aver ricevuto una lettera dell'Ufficio antidiscriminazione di Palazzo Chigi VIDEO

«Interrogherò Laura Boldrini perché voglio sapere che cosa ne pensa il presidente della Camera, che dovrebbe tutelare i parlamentari, su quanto accaduto. Mi auguro che voglia fare il presidente della Camera e non pensare se condivide o meno le dichiarazioni per cui sono stata censurata, bensì se condivide la censura a cui è stato sottoposto un parlamentare. Ho chiesto un incontro anche al presidente Mattarella, che è il garante della Costituzione, perché mi possa dire come devo comportarmi davanti a quello che è uno sfregio alla Costituzione». Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, è ancora incredula. Dopo avere ricevuto una lettera dall'Unar, l'Ufficio nazionale antidiscriminazione della presidenza del Consiglio dei ministri, in cui viene bacchettata per alcune dichiarazioni fatte sull'immigrazione e sui rischi collegati al fenomeno, la parlamentare ha deciso di rivolgersi alle istituzioni».     Dopo la Boldrini e Mattarella quali saranno le prossime mosse? «La prima azione in assoluta è quella che farò adesso nel mio ufficio e cioè cestinare questa lettera. Rimane però la follia generale del metodo con cui tutto ciò è stato fatto».     Cosa intende? «Io sono stata richiamata per dichiarazione pubblicate su un sito senza neanche chiedermi preventivamente se ho mai reso quelle dichiarazioni, però mi mandano una lettera. C’è qualcosa che non funziona se un ufficio del governo, gestito da un burocrate, si permette di censurare parlamentari eletti dal popolo per portare avanti le idee di organo che non è stato eletto da nessuno. Siamo alle prove generali di un regime. È folle che io debba farmi spiegare da un signore (Marco De Giorgi direttore Unar, ndr) che non so chi sia o da dove provenga, cosa dire o non dire».     Ha ricevuto attestazioni di solidarietà da parte dei suoi colleghi parlamentari? «Si, in ogni caso aspetto fiduciosa di vedere anche un solo uomo o una sola donna di sinisra che dica di non condividere le mie opinioni, ma che è comunque disposto a battersi perché io possa esprimerle. In questo caso sono stati violati i più banali principi costituzionali. In Italia non si può censurare la gente, in particolare un parlamentare, che deve essere libero di dire ciò che pensa, perché è stato eletto da persone che la pensano allo stesso modo. Per i politici esiste la somma censura, l'unica valida. Solo gli italiani possono censurarmi non votandomi più, ed è l'unica censura che sono disposta a subire. Finchè sarò eletta non ci sarà nessun burocrate di Stato che potrà farmi stare zitta. Tutti gli italiani che condividono le mie idee possono mandare una lettera a questo simpatico burocrate per comunicarglielo».     Nel dettaglio quali sono le dichiarazioni per cui è scattata la censura? «Si tratta di quelle pubblicate da un sito in cui chiedo lo stop dell'immigrazione selvaggia fino a quando la disoccupazione non scenderà a livelli accettabili. Con l'aumento dell'immigrazione ci sarà sempre più gente allo sbando. La cosa che ha fatto più scalpore è quella di aver chiesto che in fase di accoglienza si possa dare la priorità a quella porzione di immigrati che hanno dimostrato di sapersi integrare. Soprattutto ho chiesto di fare attenzione alla realtà islamica. Penso che dobbiamo dare la priorità ad altre culture».

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