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«Per loro ogni immigrato era una risorsa economica»

«Allora, Buzzi mi dice, quando mi dice firma la lettera, mi dice firma la lettera perché ci sarà un risvolto occupazionale, poi sai noi gli operai possiamo fare un accordo per farli lavorare e poi...

«Allora, Buzzi mi dice, quando mi dice firma la lettera, mi dice firma la lettera perché ci sarà un risvolto occupazionale, poi sai noi gli operai possiamo fare un accordo per farli lavorare e poi dice per te, dice, ogni immigrato è una risorsa, insomma». Il 12 giugno scorso, Fabio Stefoni, il sindaco di Castelnuvo di Porto finito ai domiciliari con l'accusa di corruzione, siede davanti al giudice e al pubblico ministero. È il giorno del suo interrogatorio di garanzia. L’ex sindaco spiega agli inquirenti le pressioni a cui sarebbe stato sottoposto da Salvatore Buzzi e dall’imprenditore Flavio Ciambella. I due desideravano che il sindaco firmasse una manifestazione di interesse utile alla coop di Buzzi e relativa al centro di accoglienza. «In cambio di 10 mila euro, nemmeno tanto, è disponibile a venirci incontro» dice Buzzi riferendosi all’allora primo cittadino in un’intercettazione del 13 maggio 2014. A rincarare la dose sul ruolo di Stefoni, ci aveva pensato Claudio Bolla. Secondo l’impiegato della 29 Giugno, Buzzi era disposto a pagare: «0,50 centesimi per ogni ospite, che su 400 persone, significa 6 mila euro, su 300 significa 4 mila e 5». Una cifra da sommare a «un contributo di 10 mila euro alla campagna elettorale di Stefoni». L’indagato nega tutto: «Mai ricevuto finanziamenti da Buzzi». Ma qualche promessa sarebbe arrivata all’orecchio dell’ex sindaco. «Ogni immigrato è una risorsa», avrebbe detto Buzzi per convincerlo a firmare. Ancora: «Ogni immigrato può essere una risorsa - riferisce Stefoni - Il discorso me lo fa Ciambella, me lo fa dicendo: "Guarda, perché non firmi ad esempio questa lettera? No? Questa lettera deve essere ... se la firmi, perché tanto poi ci può essere un beneficio, per te, per il Comune». Un beneficio elargito al sindaco che avrebbe garantito a Buzzi di allungare i tentacoli sul centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto. In merito ai cinquianta centesimi che il politico avrebbe guadagnato per ogni migrante, l’interrogato risponde: «Guarda, cinquanta centesimi no, assolutamente no. L’unica cosa di cinquanta posti (di lavoro ndr), sì». A sentire l’indagato, l’unica clausula imposta per accettare il centro migranti sarebbe stata quella di ottenere un presidio delle forze dell’ordine nel suo territorio: «È una richiesta che faccio dal 2009, continuamente e loro (la Prefettura ndr) al posto di darmi un vigile in più, un carabiniere in più, mi danno solo altri immigrati, che non è una questione razzista ma è una questione proprio di decoro».

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