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Libri gender, bufera sul Pontefice

La Segreteria di Stato risponde a una lettera dell’editrice Pardi E subito viene interpretata come un’apertura agli omosessuali

Una confusione creata ad arte, al limite della mistificazione. Un’apertura, addirittura una «benedizione» di Papa Francesco alla teoria gender che è solo una interpretazione distorta, di comodo, di una lettera della Segreteria di Stato in risposta a quella che Francesca Pardi aveva indirizzato al Pontefice. Ma tanto è bastato per originare una bufera che ha coinvolto lo stesso Francesco. I fatti. Francesca Pardi, omosessuale, è la fondatrice assieme alla compagna Maria Silvia Fiengo della casa editrice Lo Stampatello. Ovvero quella che pubblica i discussi libri gender, gli stessi «bocciati» dal sindaco di Venezia Brugnaro. Prima dell’imponente manifestazione di piazza San Giovanni «Difendiamo i nostri figli», la Pardi ha scritto una lunga lettera al Papa, spedendogli anche la produzione libraria dello «Stampatello». «Non è ideologia ma solo amore per il prossimo - scrive la Pardi - Diverse organizzazioni cattoliche si stanno abbassando a comportamenti indegni, deformano la realtà di proposito, proprio loro che dovrebbero mostrare una tempra morale superiore: vorrei tanto che le fermasse». E giù una lista di accuse nei confronti di chi si oppone alla teoria gender e a chi la sostiene, perché conducono una battaglia a base di «diffamazione, mistificazione, scorrettezza», sistemi «indegni della sua Chiesa». Loro, invece, sono tutti comprensione e amore per il prossimo. Alla «buonista» Pardi arriva una lettera della Segreteria di Stato, firmata da monsignor Wells, che doveva rimanere privata e invece viene sbandierata su Facebook. «Mi ringrazia per il delicato gesto e per i sentimenti che lo hanno suggerito e auspica una sempre più proficua attività al servizio delle giovani generazioni e della diffusione degli autentici valori umani e cristiani. E poi impartisce a me, unitamente alla Signora Maria Silvia Fiengo, la Benedizione Apostolica! A quanto pare niente libri da bandire, dunque, per il Papa, ma solo da leggere» ha scritto la Pardi sul suo profilo. Da qui la «benedizione» del Pontefice, con l’invito ad... «andare avanti». Niente di più infondato. La linea del Papa e della Chiesa sulla teoria gender non cambia. Lo ha dovuto ribadire in maniera chiara e inequivocabile il vicedirettore della Sala Stampa, padre Ciro Benedettini: «In risposta ad una lettera al Santo Padre di Francesca Pardi, dai toni educati e rispettosi, la Segreteria di Stato ha accusato ricezione della medesima con uno stile semplice e pastorale, precisando in seguito che si trattava di una risposta privata e quindi non destinata alla pubblicazione, cosa che purtroppo è avvenuta» ha spiegato padre Benedettini. Poi la precisazione più importante: «In nessun modo la lettera della Segreteria di Stato intende avallare comportamenti e insegnamenti non consoni al Vangelo, anzi auspica "una sempre più proficua attività al servizio delle giovani generazioni e della diffusione degli autentici valori umani e cristiani". La benedizione del Papa nella chiusa della lettera è alla persona e non a eventuali insegnamenti non in linea con la dottrina della Chiesa sulla teoria del gender, che non è minimamente cambiata, come più volte ha ribadito anche recentemente il Santo Padre. Quindi è del tutto fuori luogo una strumentalizzazione del contenuto della lettera». Per chi non ne fosse convinto, basta rileggere la catechesi del Papa sulla famiglia in occasione dell’udienza del 15 aprile scorso, dedicata proprio al tema della complementarietà tra uomo e donna: «La cultura moderna e contemporanea - disse Francesco - ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione di questa differenza. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo. Per esempio, io mi domando, se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione». Dunque nessuna inversione di tendenza, nessuna apertura, nessuna benedizione. Al punto che la stessa Pardi ha dovuto ammettere che il Papa non l’ha mai esortata ad «andare avanti». «Papa Francesco non mi ha scritto "vai avanti". La sua risposta non è un’apertura alle famiglie omogenitoriali - fa sapere al sito Aleteia - Ma è sicuramente un cambiamento di tono nel confronto. Ci restituisce il rispetto che meritiamo, come persone e come famiglia». Appunto: comprensione per le persone, non per l’errore.

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