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Marò, sospesi i procedimenti giudiziari

Il governo di Nuova Delhi attua l’ordinanza del Tribunale internazionale. La nuova udienza fissata al 13 gennaio. Salvatore Girone resta in India

Una nuova udienza è fissata per il prossimo 13 gennaio: si farà il punto della situazione. Il governo di Nuova Delhi ha subito incassato il diktat di Amburgo con diplomazia «l’India ha sempre rispettato gli impegni sottoscritti a livello internazionale» assicurando che «si sarebbe adeguato». Il Tribunale di Amburgo lunedì, con 15 voti a favore e 6 contrari, aveva ordinato a India e Italia di sospendere tutti i procedimenti in corso e di astenersi dall'avviarne di nuovi in attesa dell'esito dell'arbitrato internazionale sulla vicenda, oltre a ordinare ai due Paesi di presentare entro il 24 settembre un rapporto sulla vicenda. La decisione del Tribunale di Amburgo ha deluso le aspettative del governo italiano che aveva chiesto di far rientrare in patria Salvatore Girone in attesa del verdetto del tribunale arbitrale internazionale. L’India non ha alcun obbligo di riconsegnare Girone, che attualmente vive a New Delhi nella dependance dell'ambasciata italiana. Rimane il dubbio sulla sorte di Latorre attualmente in convalescenza a casa in Italia, dopo il malore accusato in India: il 13 luglio gli è stato rinnovato il permesso per altri sei mesi. Dunque allo scadere dovrebbe rientrare in India. Tuttavia, la sospensione dei procedimenti giudiziaridovrebbe privare i tribunali indiani di poteri decisori sulle conseguenze dell'eventuale mancato rientro. I due fucilieri del battaglione San Marco sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani al largo delle coste del Kerala, mentre erano in servizio anti-pirateria a bordo della Enrica Lexie. La decisione del Tribunale internazionale è stata molto criticata nel paese indiano. Su Twitter è esplosa la rabbia: «Pazzo lunedì, rupia in caduta, crollo dei mercati, incidente ferroviario, adesso battuta d'arresto nel caso dei marò italiani: di chi è la colpa?» aveva ironizzato il noto giornalista Rajdeep Sardesai. L'Italia, comunque, ha preso atto della decisione indiana di sospendere ogni procedimento giudiziario sui marò che ha giudicato «coerente» con la sentenza presa dal Tribunale del Mare che in tal senso si è espresso accogliendo la richiesta italiana». L’agente del governo italiano ad Amburgo, Francesco Azzarello, impegnato nelle udienze a sostenere le richieste italiane ha sottolineato che «la misura prescritta dal Tribunale internazionale tutela in parte i diritti italiani sul caso dell'Enrica Lexie. Siamo comunque delusi che il tribunale non abbia adottato nessuna misura sulla situazione di Latorre e Girone, ritenendo che della questione debba occuparsi la costituenda Corte arbitrale. Per tale ragione, l'Italia sta valutando di rinnovare le richieste relative alla condizione dei fucilieri davanti alla Corte arbitrale, non appena essa sarà costituita».

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