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Migranti, 50 morti nella stiva di un barcone diretto in Italia

L'imbarcazione soccorsa al largo della Libia: uccisi dalle esalazioni del motore. A bordo altri 400 profughi LEGGI ANCHE Ungheria, polizia usa i lacrimogeni - Serbia, tremila profughi al giorno

Una cinquantina di corpi senza vita di migranti nella stiva di un barcone soccorso al largo della Libia da una nave svedese. E' l'ultima tragedia dell'emergenza immigrazione. Forse ad ucciderli le esalazioni del motore. Sull'imbarcazione, diretta verso l'Italia, viaggiavano altri circa 400 profughi soccorsi e tratti in salvo. Un episodio che ricorda quello di Ferragosto, quando oltre 40 corpi erano stati recuperati su un natante nel Canale di Sicilia: fra le vittime asfissiate nella stiva anche donne e bambini. La nave svedese ha soccorso anche un gommone per un totale di 569 immigrati coinvolti.   218 arrivi a Catania Sono in tutto 218 i migranti a bordo della nave Andrija Mohorovi, della Marina militare croata, approdata al porto di Catania. Tra gli extracomunitari c'è anche un cadavere di un 20enne somalo che soffriva di diabete. Dalla nave sono sbarcati numerosi minori e bambini, almeno una quarantina non accompagnati. Secondo Save the Children i minori non accompagnati avrebbero viaggiato nella stiva dell'imbarcazione salpata dalla Libia e sarebbero stati costretti a pagare per salire in coperta e poter respirare. I migranti, di origine subsahariana, al loro arrivo sulla banchina sono stati assistiti come sempre dalla macchina dei soccorsi coordinata dalla Prefettura.   Crisi migranti, Budapest allerta l'esercito Si inasprisce in queste ore la crisi migratoria in Europa. Mentre Budapest valuta se utilizzare l'esercito per mettere in sicurezza il suo confine meridionale, la polizia ungherese ha usato i gas lacrimogeni in un centro di accoglienza alla frontiera con la Serbia. Intanto nel Mediterraneo si registrano altri 50 morti nella stiva di un barcone e il cancelliere tedesco Angela Merkel, che ha visitato, per la prima volta in dieci anni, un centro di accoglienza in Sassonia contestato dai neonazisti, è stata accolta da una salve di fischi. La polizia ungherese, inviata in forze sul confine con la Serbia, ha sparato lacrimogeni per contrastare circa 200 migranti che si rifiutavano di farsi schedare e cercavano di lasciare il centro di Roszke, nei pressi dell'unico valico rimasto alla frontiera dove l'Ungheria sta ultimando il "muro" di filo spinato. E' l'ennesimo segnale di una tensione crescente, confermata dalla notizia che l'Ungheria, Paese Ue alle frontiere esterne dello spazio Schengen, che deve affrontare un afflusso senza precedenti di immigrati, sta valutando se utilizzare l'esercito per mettere in sicurezza i suoi confini.   Balcani, 3mila migranti al giorno La tensione ha raggiunto il picco martedì con l'arrivo di oltre 2.500 persone, il numero più alto mai registrato in una sola giornata. In maggioranza si tratta di siriani, afghani e pakistani, tra i quali 555 bambini. Ma il numero dei migranti che traversano i Balcani è andato crescendo nelle ultime settimane, ne entrano 3mila ogni giorno in Macedonia dalla Grecia. Proprio per fronteggiare l'ondata eccezionale, il capo della polizia, Karoly Papp, ha annunciato che "dal 5 settembre il servizio di protezione al confine sara' rinforzato con l'arrivo di 2.106 agenti" che si andranno a sommare al migliaio già attivi sul posto.   Pressing sull'Ue Oggi il cancelliere Merkel è stata accolta da urla al suo arrivo al centro accoglienza per rifugiati di Heidenau, dove nel fine settimana ci sono stati violenti scontri fra polizia ed estremisti di destra, in protesta contro l'apertura della nuova struttura. Poco prima, il presidente tedesco Joachim Gauck, aveva visitato un altro centro di accoglienza, a Berlino, e aveva denunciato "la cupa Germania" dietro la serie di attacchi xenofobi di ispirazione neo-nazista avvenuti negli ultimi giorni. E mentre cresce il pressing sull'Ue che appare incapace di trovare una soluzione, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha reagito alle bacchettate di Germania e Francia sul tema: proprio rivolto alla Merkel e al presidente francese Francois Hollande, che hanno sollecitato il governo italiano ad aprire i centri di registrazione per i migranti "in tempi brevi, entro l'anno", il titolare della Farnesina ha ricordato che "l'talia fa quel che deve e anche "molto di più". (Foto Twitter @Frontexeu)

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