Continua ininterrottamente l’esodo dei migranti e rifugiati che scappano via dai paesi dove guerre e violenze impediscono loro di vivere. In Serbia l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e le autorità locali stanno lavorando per rispondere alle esigenze umanitarie di oltre 10mila tra rifugiati e altre persone arrivate, sulla scia delle scene drammatiche degli ultimi giorni al confine tra la Grecia e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia. Gruppi numerosi di 300-400 migranti «continuano ad attraversare il confine tra la Grecia e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia per poi viaggiare in treno o in autobus per raggiungere la Serbia- fa sapere l’ Unhcr - Nei prossimi giorni sono attesi nuovi arrivi a un ritmo che raggiungerà le 3mila persone al giorno». Si tratta in molti casi di persone provenienti da paesi colpiti da violenze e conflitti, come Siria e Afghanistan. «Sono stremati e psicologicamente traumatizzati, e hanno bisogno di assistenza umanitaria e medica, in particolare le persone più vulnerabili, come i malati, le donne incinte e gli anziani. È fondamentale che queste persone siano trattate con umanità e che venga fornita loro l'essenziale assistenza» prosegue l’Unhcr «È necessario che tutti i paesi europei e l'Unione europea agiscano congiuntamente per fornire supporto a paesi le cui capacità di accoglienza sono già al limite, come Grecia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia e Serbia». Oltre le frontiere dell'Ue, e nella regione circostante la Siria, il numero dei rifugiati continua ad aumentare in seguito alle nuove registrazioni in Turchia: attualmente è pari a 4.089.023 persone. Per evitare che sempre più persone si sentano costrette a dover passare da questi paesi verso l'Europa o altrove, è essenziale che si intensifichi il sostegno verso i paesi di primo asilo. Anche la Sicilia è in prima linea sul fronte. Per tutto il giorno nel porto di Pozzallo, nel ragusano, si sono svolte le operazioni di sbarco dalla nave «Diciotto» della Guardia costiera con bordo i 466 immigrati arrivati in mattinata. Le unità della Guardia Costiera di Roccella Jonica e Crotone hanno concluso un'operazione di soccorso ad un barcone con circa 120 migranti a 150 miglia a sud-est di Roccella. Il barcone era stato individuato da un velivolo della Guardia Costiera decollato nella notte a seguito di una segnalazione. La giornata è stata funestata dalla morte di un minore. Il ragazzo somalo è morto per le percosse e i maltrattamenti subiti in Libia, dove era stato costretto a lavorare senza cibo nè acqua. È deceduto a bordo della nave Dignity di Medici senza frontiere. Lo hanno riferito alcuni dei 302 migranti soccorsi dall'imbarcazione di Msf. Il minore (che aveva 15 anni) è morto in seguito a un arresto cardiocircolatorio provocato dalla condizioni critiche di salute causate dai maltrattamenti subiti. In un primo momento aveva risposto bene ai farmaci e alle cure mediche del team sanitario di Msf, tanto che le sue condizioni erano migliorate. Poi ieri, mentre la nave stava facendo rotta verso l'Italia, all'improvviso l’arresto cardiaco, nonostante gli sforzi dei medici di salvare la sua vita. Msf, in una nota, esprime il cordoglio dell'organizzazione umanitaria per la morte del ragazzo.
La Serbia trema. Tremila profughi al giorno
I rifugiati al confine con la Siria in continuo aumento: sono più di 4 milioni Sicilia, in 466 arrivati a Pozzallo. Ragazzino morto per percosse e torture
