È una guerra annunciata e spietata quella portata avanti senza sosta dagli integralisti islamici. Combattuta con bombe e kalashnikov contro «i cittadini di stati dell’alleanza crociata che combatte lo Stato del Califfato». Proprio come i turisti inconsapevoli e innocenti che sono morti nell’attentato a Susa e al Museo Nazionale del Bardo, a Tunisi, o come i semplici abitanti di una lista sempre più lunga di paesi considerati a rischio. Tra le mete turistiche considerate a rischio dalla Farnesina c’era proprio la Thailandia, sebbene nelle ore immediatamente successive all’esplosione di ieri sia stata esclusa la pista islamica. «Vogliono colpire il turismo», è stato il commento a freddo del Governo. A meritare una «citazione» nel sito del ministero degli Esteri una serie di 4 attentati messi a segno a febbraio di fronte a un centro commerciale e al Tribunale di Bangkok e ad aprile nel parcheggio di un centro commerciale nell’isola di Kho Samui e in un grande magazzino nei pressi di Surat Thani. Prima della bomba di ieri, che ha scavato un cratere di fronte al famoso tempio buddista di Erawan, un altro attentato venne messo a segno all’inizio della stagione estiva. Era il 26 giugno quando 38 persone persero la vita e 36 rimasero ferite in due alberghi a Susa, a sud di Tunisi. Un commando di due terroristi, arrivati in spiaggia su un gommone, fece fuoco con un kalashnikov nascosto sotto un ombrellone contro i bagnanti inglesi, tedeschi e belgi. Infedeli sulla cui morte misero la firma proprio i sostenitori dello Stato Islamico. Un ennesimo massacro a tre mesi di distanza dall’attacco terroristico al Museo Nazionale del Bardo nel quale persero la vita 24 persone, 21 turisti. L’11 luglio è poi toccato al cuore dell’Egitto, con la bomba fatta esplodere davanti al Consolato italiano del Cairo. L’ordigno, nascosto in una macchina parcheggiata vicino all’edificio, uccise una persona ferendone 10. L’area del Maghreb, l’estremo Oriente, il Cairo, il Kenya. A far paura sono le località più apprezzate dai turisti, Europa compresa. Dopo gli attentati di Parigi, meta ambita e nonostante tutto presa d’assalto dai vacanzieri di tutto il mondo, pochi giorni fa la notizia di un piano messo a punto dai jihadisti britannici per colpire con una bomba le celebrazioni a Londra in ricordo della fine della II guerra mondiale.
La lunga lista di attentati: spiagge, negozi e shopping center nel mirino
È una guerra annunciata e spietata quella portata avanti senza sosta dagli integralisti islamici. Combattuta con bombe e kalashnikov contro «i cittadini di stati dell’alleanza crociata che combatte...
