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A Calais telecamere agli infrarossi contro l’invasione

Migliora la sicurezza a Calais, sul lato francese della Manica, dove è nettamente diminuito il numero di incursioni da parte degli immigrati irregolari che stazionano negli accampamenti cittadini e...

Migliora la sicurezza a Calais, sul lato francese della Manica, dove è nettamente diminuito il numero di incursioni da parte degli immigrati irregolari che stazionano negli accampamenti cittadini e che cercano di oltrepassare le barriere per salire su un treno e raggiungere la Gran Bretagna. La società che gestisce l'Eurotunnel ha fatto sapere che, dopo l'introduzione delle nuove misure di sicurezza, il numero di persone che ogni notte cercano di sfondare le recinzioni dell'alta velocità è passato da 2mila a circa 150. «Queste nuove misure hanno fatto la differenza», ha fatto sapere la società, dopo che per diversi giorni i servizi dell'Eurotunnel sono stati condizionati pesantemente dalle incursioni e dai tafferugli con le forze dell'ordine. Il Regno Unito ha investito 7 milioni di sterline (più di 9 milioni di euro) per il rafforzamento della sicurezza attorno al terminal. Oltre alle barriere, sono state installate telecamere a raggi infrarossi e sono stati predisposti anche enormi fari per illuminare, di notte, tutta l'area. Rafforzato anche il contingente del personale di frontiera. Al momento a Calais dormono in campi di fortuna oltre 5mila migranti. Secondo le autorità, almeno nove persone hanno perso la vita da giugno a oggi cercando di salire su un treno a tutta velocità diretto verso la Gran Bretagna o nascondendosi nei furgoni che vengono imbarcati sui treni commerciali. Amnesty International anche nei giorni scorsi ha descritto la situazione a Calais come «disperata». In particolare, nei campi gestiti da diverse organizzazioni non governative le condizioni igieniche sono sempre più difficili. Intanto è quasi finita la costruzione del muro anti-immigrati tra Ungheria e Serbia. La misura adottata dal governo di Budapest guidato dal populista di destra Viktor Orbán per contrastare i continui flussi migratori al confine con la Serbia è quasi ultimata dopo settimane di lavori. Si tratta di una struttura alta quattro metri, composta da una rete metallica e rinforzata con del filo spinato che si estende per 175 chilometri. Per completare l’opera il governo ungherese ha incaricato anche l’esercito a fianco di centinaia di disoccupati che hanno ricevuto un compenso minimo. Secondo le previsioni il muro sarà pronto entro il 31 agosto e verrà continuamente presidiato da un compatto schieramento di soldati armati che potrebbero anche ottenere la licenza di sparare a vista. E gli immigrati cominciano ad ammassarsi nei pressi della recinzione, nel tentativo di entrare nel Paese.

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