«Lo scoprirò chi ti ha ucciso, Loris». In mano un mazzo di girasoli gialli e rosse rosse, le lacrime che non asciuga. E il giuramento davanti alla tomba del figlio pronunciato con un filo di voce, tra sé e sé, che fa tremare i polsi. Così Veronica Panarello davanti alla tomba del suo Loris, 8 anni, la sua prima volta davanti al marmo bianco con la foto del suo bambino morto ammazzato. E lei in carcere da dicembre accusata di averlo ucciso. Ce la saremmo immaginata disperata questa giovane madre, che era rimasta chiusa in cella, al funerale. E invece è determinata. Reclama la sua innocenza anche stavolta, nel cimitero di Santa Croce Camerina (Ragusa), blindato e guardato a vista da polizia e carabinieri. Veronica, jeans e maglietta nera, è stata quasi un’ora davanti alla lapide. In raccoglimento con i fiori in mano che le aveva portato il suo legale, l’avvocato Francesco Villardita, e che solo all’ultimo ha deposto sulla tomba. La Panarello è arrivata alle 17.25 sul furgone della polizia penitenziaria che l’ha prelevata dal carcere di Agrigento dov’è rinchiusa, con un corteo di sei mezzi di scorta. Sullo stesso furgone è ripartita alle 18.20. Unica persona ammessa nel camposanto del paese dove il piccolo Loris Stival abitava con la famiglia, la mamma, il papà Davide e il fratellino minore, blindato da un gran dispiegamento di forze dell’ordine, il difensore della Panarello, l’avvocato Villardita, giunto separatamente qualche minuto prima di lei. La tomba dove riposa il piccolo Loris è nell’area nuova del cimitero, in fondo al viale principale. Nella stessa sepoltura giacciono i bisnonni. Uno di loro, è il nonno di papà Davide, morto qualche giorno prima del funerale del bimbo ucciso. Polizia di Stato, carabinieri, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria e anche la Protezione civile si sono schierati fin dal primo pomeriggio ad attendere l’arrivo di Veronica Panarello e hanno istituito uno sbarramento anticuriosi a 500 metri dall’ingresso del camposanto. Sotto una pioggia battente si è radunata una piccola folla di gente che voleva vedere Veronica, compresa una famiglia con quattro figli, oltre a una plotone di giornalisti e troupe tv di varie trasmissioni che hanno fatto collegamenti in diretta. La visita era stata autorizzata dal Gip di Ragusa, Andrea Maggioni, che ha vietato all’indagata qualsiasi contatto esterno. Il cimitero è stato chiuso fin dal mattino. La tomba di Loris infatti è meta di visite da parte di turisti che, ha spiegato il custode del cimietro, Vincenzo Zisa, «vengono a pregare e a deporre un fiore». Anche ieri mattina «è arrivato un turista per pregare, ma la polizia non lo ha fatto avvicinare - ha continuato a spiegare Zisa -. Qui vengono abitualmente delle persone che chiedono dove è sepolto Loris, pregano e poi vanno via senza fare foto perché è vietato. Ma in questa occasione la polizia ha vietato l’accesso alla zona». Pellegrinaggi continui anche al canalone del pozzo vecchio dove è stato trovato il cadavere di Loris il 29 novembre dello scorso anno continua il pellegrinaggio nei curiosi. C’è ancora uno striscione azzurro ormai sbiadito con gli auguri di buon compleanno e sotto un altro striscione, bianco, con la scritta «Ciao Loris ora vai in cielo e insegna agli Angeli a calciare». Qualcuno ha sistemato anche una piccola lapide di marmo che recita: «Colui che vive dentro di noi non muore mai» con la foto del bimbo.
La madre per un’ora sulla tomba di Loris
Cimitero blindato per Veronica Panarello in cella per l’omicidio del bimbo Un mazzo di girasoli, rose rosse e il giuramento: "Scoprirò chi ti ha ucciso"
