Hanno già i loro poveri da accudire e scarse risorse. Anche per questo i sindaci italiani si stanno ribellando all’arrivo degli immigrati. L’ondata disorganizzata di decine di migliaia di clandestini, infatti, ha reso la misura colma. A Gianni Scarabotti, sindaco di Mandela, 916 abitanti in provincia di Roma, era stato imposto, ad esempio, di prendersi in carico un rifugiato. La protesta del primo cittadino, che già si occupa di cinque cittadini in condizioni disagiate, è stata veemente, fino a indurre il Viminale (per ora) a fare marcia indietro. Ad Alassio, in provincia di Genova, il sindaco Enzo Canepa, per impedire l’arrivo dei clandestini, ha ordinato il divieto d’ingresso per gli stranieri privi di certificato sanitario, mentre il suo omologo di Chieti, Umberto Di Primio, si è ribellato contro la sistemazione degli immigrati in una struttura adiacente a una scuola primaria. Angela Colmellere, sindaco di Miane (Treviso), nel gennaio 2014 ha scritto all’allora ministro dell’integrazione, Cécile Kyenge, per spiegarle di non essere disposta a sottrarre le poche risorse destinate agli anziani del luogo per favorire gli extracomunitari. A Venezia il neo sindaco Luigi Brugnaro è stato categorico: «Non accettiamo più un solo immigrato», mentre il primo cittadino di Tarvisio (Udine), Renato Carlantoni, si è scagliato contro il futuro centro di smistamento, temendo possa trasformarsi in centro di permanenza. Furio Honsell, che guida la giunta di Udine, dopo anni di politica «terzomondista», ha chiesto al governo di «fermare alla frontiera i richiedenti asilo», e il sindaco di Padova, Massimo Bitonci, ha vietato le tendopoli per l’accoglienza e imposto il divieto di dimora per chi è privo di certificato medico (il Tar ha sospeso l’ordinanza). L’ex leghista Flavio Tosi, primo cittadino di Verona, ha sottoscritto un protocollo d’intesa per far sì che i richiedenti asilo ospitati nelle strutture della Caritas e dell’Ostello della Gioventù, si dedichino alla pulizia delle strade, manutenzione del verde pubblico e dei parchi. Pochi giorni fa, dopo giorni di tensione, il sindaco di Quinto di Treviso, Mauro Dal Zilio, ha vinto la sua sfida «sfrattando» 101 migranti da due condomini nella cittadina veneta. Joe Formaggio, sindaco di Albettone (Vicenza), sta per varare una serie di misure contro l’accoglienza e si è detto disposto a erigere delle mura per fermare gli immigrati. A Selvazzano (Padova), il sindaco Enoch Soranzo, ha sospeso il suo assessore leghista che aveva affittato un suo immobile a una cooperativa che si occupa di immigrati, mentre a Corigliano Calabro (Cosenza), l’amministrazione comunale guidata da Giuseppe Geraci, ha minacciato le dimissioni per via dei migranti che scoraggiano i turisti. Infine a Bajardo (Imperia), il sindaco, Jose Littardi, per protestare contro l’arrivo di 30 immigrati, le dimissioni le ha addirittura date.
Altre decine di Comuni si ribellano: "Abbiamo i nostri poveri da accudire"
ProtestaIn un paese vicino a Vicenza sono pronti a costruire un muro per fermare nuovi arrivi
