"Gabrielli un porco di un comunista al servizio del Pd attento che ti abbiamo segnato sul nostro elenco. Arriveremo. Olio di ricino te ne daremo tanto". Parole che non hanno certo bisogno di essere interpretate. A scriverle su Facebook il vicepresidente del Consiglio della regione Marche, Sandro Zaffiri. Leghista doc come testimonia la foto del suo profilo che lo ritrae insieme al leader del Carroccio, Matteo Salvini. Il post è stato pubblicato nei giorni caldi della protesta di Casale San Nicola. Con gli scontri tra la Polizia e i cittadini che, insieme ai militanti di CasaPound, cercavano di impedire il trasferimento di una ventina di immigrati. Scontri che, secondo Zaffiri, hanno un colpevole preciso: il prefetto di Roma, Franco Gabrielli. Ma il suo attacco ha ovviamente scatenato la reazione di tutte le forze politiche. "Le parole scritte sul profilo Facebook di Zaffiri non possono che essere condannate e stigmatizzate - commenta il governatore marchigiano, Luca Ceriscioli -. Nessuno può permettersi di evocare pratiche fasciste, per di più se é un rappresentante delle istituzioni. É vergognoso e mi auguro possa quantomeno chiedere scusa al prefetto Gabrielli al quale va tutta la mia solidarietà e quella della giunta regionale per il lavoro che sta compiendo". Solidarietà al Prefetto Gabrielli. Le parole del vicepresidente del consiglio regionale delle Marche sono vergognose e inaccettabili. — Ignazio Marino (@ignaziomarino) 19 Luglio 2015 "Non vogliamo dare eccessiva importanza a chi è evidentemente in preda a un attacco di pazzia - sottolinea l'esponente di Ncd, Fabrizio Cicchitto -, ma comunque le parole del vicepresidente del Consiglio della Regione Marche sono tali da suscitare più stupore che indignazione. A meno che in una certa area politica non sia in atto una gara chi la spara più grossa". Sulla stessa lunghezza d'onda, il senatore di Forza Italia, Francesco Giro: "Sono esterrefatto dalle minacce rivolte contro il prefetto della mia città, Franco Gabrielli. Dare del 'porco' al prefetto della Capitale e minacciarlo è gravissimo. E se a farlo è addirittura una figura istituzionale come il vice Presidente del Consiglio di una regione italiana il fatto diventa intollerabile. Al prefetto di Roma Gabrielli voglio esprimere la mia solidarietà". La difesa Attaccato da tutti Zaffiri prova ad abbozzare una spiegazione: "Ho usato parole forti, è vero, ma dall'altra parte ci sono delle azioni, e io sto dalla parte del popolo, delle famiglie. Quando verranno dati 1.500 euro a un cieco, a un disabile italiano allora ne riparliamo. A Roma sono state compiute azioni gravissime nei confronti di chi contrastava il degrado. Chiedo scusa per le parole, ma chi mi ha votato vuole sentirsi dire la verità. Noi siamo stati attaccati con le bombe carta, e c'erano famiglie con bambini. E c'erano anche gli assessori della giunta uscente".
"Olio di ricino per Gabrielli". Polemica per le frasi choc del leghista Zaffiri
Duro attacco del vicepresidente del consiglio regionale delle Marche al prefetto di Roma dopo gli scontri di Casale San Nicola
