Per la Procura di Roma il caso è chiuso. Ora però che sono stati svelati gli esiti di lunghi anni d’indagine sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, il giallo diventa ancora più giallo. Lo scorso 5 maggio i pm Ilaria Calò e Simona Maisto hanno chiesto l’archiviazione del procedimento che vedeva indagati Sergio Virtù, l’autista di Enrico De Pedis, Angelo Cassani (detto Ciletto), Gianfranco Cerboni (detto Gigetto), monsignor Piero Vergari, ex rettore della basilica di Sant'Apollinare, e della supertestimone Sabrina Minardi, già amante di "Renatino", accusati del sequestro di persona e dell’omicidio di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, scomparse rispettivamente il 7 maggio e il 22 giugno del 1983. «Gli elementi indiziari emersi hanno trovato alcuni riscontri in ordine al coinvolgimento della Banda della Magliana» nella morte della Orlandi, «tuttavia le indagini compiute non hanno permesso di pervenire a un risultato certo in merito al coinvolgimento di Enrico De Pedis e di soggetti a lui vicini». Inoltre, «l’esito negativo degli accertamenti effettuati sull’ossario presente nella cripta della basilica di Sant’Apollinare - si legge nelle 84 pagine della richiesta di archiviazione - costituisce un ulteriore elemento di indebolimento del quadro probatorio». L’analisi della «immensa mole di materiale osseo rinvenuto» nel maggio 2012 con la riesumazione di De Pedis, hanno escluso che i resti delle due ragazze si trovassero nella cripta. Quanto alla posizione di monsignor Vergari, non è emerso che il rettore di Sant’Apollinare e Renatino si conoscessero al momento del sequestro della Orlandi. Sabrina Minardi, invece, è definita dai pm «un testimone sicuramente difficile a causa della sua tossicodipendenza». È stata invece disposta l’iscrizione di un nuovo procedimento nei confronti di Marco Accetti per calunnia e autocalunnia. Descritto dai pm come un «soggetto ansioso di protagonismo», il fotografo si attribuiva nel sequestro della Orlandi il ruolo di telefonista, nell’ambito di «una trama ordita per condizionare la Curia». A distanza di 20 giorni dalla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, i legali del fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, hanno presentato opposizione, chiedendo di approfondire alcune piste e ascoltare una ventina di nuovi testimoni, di cui 4 in Vaticano.
Spy story in Vaticano, tutti i segreti di Emanuela
Luci e ombre di un caso di Stato tra riesumazioni e archiviazioni. LEGGI ANCHE "Così hanno rapito la ragazza" - Le "verità" del Principe di Testaccio
