Aumentare le precauzioni e limitare i movimenti. E' il messaggio che l'Ambasciata italiana a Il Cairo ha mandato ieri mattina a tutti i connazionali in Egitto. Dopo l'esplosione avvenuta davanti alla sede del nostro Consolato, infatti, l'invito è alla massima prudenza. Al momento, secondo i dati della Farnesina aggiornati al 30 giugno scorso, gli italiani residenti nel Paese sono 5.475. I turisti che hanno dichiarato la loro presenza, registrandosi sul portale dovesiamonelmondo.it, sono invece 1.292. Quest'ultimo numero, però, è parziale poiché potrebbero esserci molti altri viaggiatori che non risultano perché non registrati. Dopo i fatti di ieri, dunque, l'allarme per i quasi settemila connazionali sicuramente presenti nel Paese rimane alta. Le preoccupazioni maggiori sono quelle legate al turismo. La Farnesina, in una nota pubblicata ieri subito dopo l'attentato, ha comunicato che «i servizi consolari sono temporaneamente sospesi fino a nuovo avviso» e ha rinnovato «la raccomandazione di evitare i viaggi non indispensabili in Egitto in località diverse dai resort situati a Sharm el-Sheikh, sulla costa continentale del Mar Rosso, nelle aree turistiche dell'Alto Egitto e di quelle del Mar Mediterraneo». Anche qui, il sito «Viaggiare sicuri» del ministero degli Esteri ha raccomandato di «mantenere comunque elevata la soglia di attenzione in quanto, seppur sottoposti a controllo da parte della autorità di sicurezza, non possono essere considerati completamente immuni da possibili minacce». Per quanto riguarda le mete turistiche, nel Paese sono già stati presi provvedimenti per tutelare al massimo i visitatori. Nel governatorato di Luxor, a sud del Cairo, è stato elevato il livello di allerta terrorismo. Secondo i media locali, già immediatamente dopo l'attacco al Consolato italiano nella Capitale sono state rafforzate le misure di sicurezza. Il 10 giugno, inoltre, il complesso templare di Karnak, uno dei più frequentati dai turisti, è già finito nel mirino di un attentato sferrato da un attentatore suicida. Il sito viaggiaresicuri.it dell'Unità di crisi della Farmesina, inoltre, segnala che in Egitto «si continua a registrare un clima di instabilità e turbolenza che spesso sfocia in turbative per la sicurezza e in azioni ostili anche di stampo terroristico, situazione di cui ogni connazionale che si rechi in Egitto, anche nelle aree turistiche, deve essere pienamente consapevole anche alla luce dei recenti, ripetuti episodi avvenuti in varie località, da ultimo al tempio di Karnak (Luxor) il 10 giugno». Elevata attenzione va pertanto mantenuta nei periodi dell’anno che fanno registrare maggiore afflusso di turisti stranieri. La raccomandazione ai nostri connazionali, comunque, è alla «massima prudenza» soprattutto se «si trovano in Egitto nei luoghi pubblici come le stazioni ferroviarie e dei bus, la metropolitana, i mercati, nonché nelle vicinanze di edifici governativi, stazioni di polizia, installazioni militari, musei e nei tratti stradali che collegano gli aeroporti alle località turistiche». Insomma, un altro duro colpo al turismo dei paesi nordafricani dopo gli attentati che hanno sconvolto la Tunisia. A marzo al museo del Bardo di Tunisi, a seguito si un attacco terroristico sono morti 19 stranieri tra cui 4 italiani. A fine giungo, però, il terrore si è di nuovo impadronito del Paese quando sulle spiagge di Sousse il 23enne tunisino Seifeddine Rezgui, prima di essere ucciso dalla polizia, armato di Ak-47 ha sparato sui turisti causando la morte di 39 persone. La notte seguente lo Stato islamico, con un messaggio pubblicato su twitter, si è complimentato con il «soldato del Califfato ha attaccato le tane della fornicazione, del vizio e dell'apostasia». La situazione di instabilità dell'intera zona nordafricana, dunque, conferma la sua pericolosità. Sempre il sito di informazione della Farnesina fa sapere che «la situazione continua a rimanere tesa nella penisola del Sinai con particolare riferimento alla regione al confine con la Striscia di Gaza, teatro di recenti attacchi terroristici contro postazioni delle forze di sicurezza egiziane da parte di ben organizzate cellule jihadiste attive in quell’area da tempo». Da evitare, in particolare, l’area in prossimità del confine con la Libia in ragione degli sviluppi che stanno interessando quel Paese.
"Massima prudenza e restate nei resort"
I consigli del Ministero degli Esteri agli italiani che si trovano in Egitto. Attenzione nei luoghi pubblici come mercati, stazioni dei bus e metro
