A 13 anni stuprata nel campo rom di via di Torre Maura. Per questo Ionut Vasile, 35 anni, è stato condannato a sei anni di carcere per violenza sessuale su una connazionale. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Roma, che ha riconosciuto valida la ricostruzione investigativa basata sul verbale della povera vittima. Stando al capo d’imputazione, l’uomo «con minacce e violenza consistite nel puntarle un coltello alla gola e nello sferrarle pugni al volto costringeva (la minore, ndr) a subire violenza sessuale, in particolare un rapporto completo». Uno scenario di degrado nelle parole della 13enne, che alla Procura ricostruisce i momenti più drammatici dello stupro. «Un giorno sono andata a prendere l’acqua e questo…lo conoscevano un po’ tutti nel campo…e lui mi è venuto dietro…poi lui mi ha preso la mano così (mostra come è stata strattonata, ndr) e mi ha tirato giù dentro l’officina (un’ambiente nel campo rom, ndr) perché lui c’aveva dentro l’officina una camera». La minore continua il racconto ricostruendo anche le minacce di morte a tutta la sua famiglia: «Mi ha spogliata, mi ha buttata sul letto… mi ha malmenato per costringermi a fare quello che voleva». Dopo aver ricostruito la violenza, la povera vittima ha detto ai magistrati che «mi ha minacciato e mi ha detto che se io avessi detto qualcosa di quello che era successo a mia madre o a mio padre…mi ha mostrato un coltello…sarebbe andato a casa nostra per ammazzarci. E sarebbe andato addirittura a prendere i miei fratelli che stavano a scuola e avrebbe ammazzato anche loro».
Stuprata a 13 anni in un campo. Condannato
A 13 anni stuprata nel campo rom di via di Torre Maura. Per questo Ionut Vasile, 35 anni, è stato condannato a sei anni di carcere per violenza sessuale su una connazionale. La sentenza è stata...