Vicenda dai risvolti quasi grotteschi a San Donà, nel Veneziano. Equitalia ha inviato una lettera con la richiesta di pagamento del Canone Rai a una signora di novant'anni che vive in una casa di cura. La missiva è stata recapitata direttamente all'istituto dove la donna risiede e i familiari, dopo le continue e inutili richieste di esentare la donna dall'impsta, ha deciso di denunciare l'accaduto. Il tutto ha inizio nel gennaio del 2014 quando la signora ultra novantenne viene trasferita per necessità nella casa di cura di San Donà. "Data la sua situazione psicofisica - racconta un familiare sul quotidiano Nuova Venezia - era impossibile seguirla nella sua abitazione, peraltro non adatta alla sua condizione". Passano pochi giorni ed ecco che puntuale arriva la cartella di Equitalia: c'è il canone televisivo da pagare. La famiglia allora si attiva per comunicare alla società di riscossione che non solo la signora non ha più un apparecchio proprio (lo ha la casa di riposo), ma ha anche superato la soglia di età oltre la quale si è esentati dal pagamento. "Il trasferimento - ha continuato il genero - è stato segnalato, come suggerito sul sito internet Rai relativo agli abbonamenti, con raccomandata, il 2 aprile 2014 e, data la continua insistenza di pagamento, anche il 4 aprile 2015. Infatti le è stato richiesto di pagare il canone per il 2014 e anche per il 2015. Equitalia, dunque, ha inviato proprio all’attuale residenza l’ingiunzione di pagamento".
Novantenne in casa di cura, Equitalia: "Deve pagare canone Rai"
L'ingiunzione di pagamento recapitata alla casa di riposo dove l'anziana è ricoverata
