A far piovere varianti su varianti è stata la Nuvola di Fuksas. Le indagini della Procura della Corte dei conti del Lazio si stanno concentrando proprio sul percorso che ha portato la stazione appaltante Eur spa ad approvare 10 varianti in 6 anni per la realizzazione del Nuovo Centro Congressi progettato dall’archistar Massimiliano Fuksas. L’inchiesta è partita da una delibera del 23 aprile 2014 che l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha inviato ai pm contabili. «Le numerose varianti – si legge nella deliberazione dell’ex Avcp – oltre a determinare un rilevante aumento dell’importo contrattuale, hanno influito sui tempi di realizzazione e comportato l’insorgere di un contenzioso tra stazione appaltante ed appaltatore». Per quanto riguarda i tempi, i lavori (consegnati il 28 gennaio 2008) sarebbero dovuti terminare il 2 dicembre 2010. Quindi, a oggi, hanno accumulato già 4 anni e mezzo di ritardo. Per quanto riguarda il contenzioso, la Società Italiana per Condotte d’Acqua spa, che si è aggiudicata l’appalto per 221.544.010 euro (più Iva), ha avanzato riserve che, al 30 settembre 2013, hanno raggiunto un importo complessivo di 188 milioni 157 mila euro. «Parte di queste riserve – spiega la relazione della Sezione di controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria di Eur spa del 17 novembre 2014 – sono state oggetto del primo accordo bonario, per un importo di 56.365.269 euro, per cui la richiesta ancora avanzata dall’appaltatore è di 131.792.476 euro». «Alcune di tali varianti – si legge nella delibera dell’Avcp – appaiono riconducibili a carenze del progetto esecutivo, che si sarebbero potute evitare con un maggior approfondimento». Nel frattempo l’Eur spa ha dovuto ricorrere a tre cofinanziamenti da parte di Roma Capitale e del ministero delle Infrastrutture per un totale di 142 milioni di euro. Lo spreco maggiore si sarebbe realizzato nella progettazione e nella direzione artistica della Nuvola, affidate all’architetto Fuksas. L’Autorità parla di una «sproporzione tra costo dell’opera e spese tecniche». Si tratta di 20 milioni di euro, di cui 4,8 per il progetto preliminare, 1,3 per il progetto definitivo, 5 per quello esecutivo e 4,5 per la direzione artistica. Si era partiti da 1 milione 800 mila euro, poi due integrazioni hanno portato a far lievitare il compenso di due volte e mezzo in più. «Somme che, confrontate alle tariffe professionali – si legge nella delibera dell’Avcp – appaiono eccessive, tenuto conto che la direzione artistica può ritenersi, di fatto, una componente della direzione lavori».
Dieci varianti in 6 anni per la Nuvola di Fuksas
A far piovere varianti su varianti è stata la Nuvola di Fuksas. Le indagini della Procura della Corte dei conti del Lazio si stanno concentrando proprio sul percorso che ha portato la stazione...
