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Volo «costoso» in Sudafrica Inchiesta sui pm di Palermo

Marzio LaghiUna trasferta «illeggitima» ed «eccessivamente onerosa» per lo Stato. Così, in un esposto presentato a marzo dal generale Mario Mori, ex comandante del Ros ed ex direttore del Sisde...

Una trasferta «illeggitima» ed «eccessivamente onerosa» per lo Stato. Così, in un esposto presentato a marzo dal generale Mario Mori, ex comandante del Ros ed ex direttore del Sisde coinvolto nella vicenda della presunta trattativa Stato-Mafia, e dal suo ex sottoposto Giuseppe De Donno. E ora i pm di Caltanissetta (competenti per Palermo) stanno indagando sulla rogatoria internazionale in Sudafrica effettuata dagli inquirenti per ascoltare l’ex capo del Sid (il servizio segreto sciolto nel 1977 e che partorì due strutture: una civile e una militare, il Sisde, appunto, e il Sismi) Gianadelio Maletti, condannato nell’87 per il depistaggio dell’inchiesta sulla strage di piazza Fontana del 1969 a Milano. L’obiettivo era farsi raccontare da Maletti la prima parte della carriera di Mori. La procura del capoluogo siciliano avrebbe aperto un fascicolo sull’episodio, ma si tratterebbe di un «modello» utilizzato per gli atti che non costituiscono reato. Un’indagine puramente conoscitiva, insomma. Nell’estate dello scorso anno i pm Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene, accompagnati dall’aggiunto Vittorio Teresi, chiesero alla Farnesina di potersi recare in Sudafrica e sentire l’uomo che negli anni Settanta aveva ottenuto l’allontanamento di Mori dal servizio segreto militare. Quindi i magistrati, a novembre, dunque, i pm si recanono a Johannesburg e raccolsero la testimonianza dell’ex agente segreto. Quattro mesi dopo, l’esposto di Mori e di De Donno, entrambi imputati nel processo sulla Trattativa. Il documento era diretto al capo dello Stato Mattarella, al ministro della giustizia Orlando, al vicepresidente del Csm Legnini, al Pg della Cassazione Ciani, al capo della Dna, al procuratore di Caltanissetta e alla Corte dei Conti. Molti brani dell’esposto sono dedicati proprio alla trasferta sudafricana, considerata dagli ex ufficiali del Ros «illegittima» per l’epoca dei fatti oggetto dell’indagine, risalenti ai primi anni ’70, e anche molto costosta per i contribuenti. Per quei fatti, inoltre, gli ex ufficiali del Ros finora non sono mai stati indagati «sono abbondantemente decorsi anche i termini di prescrizione». I pm del pool Stato-mafia avrebbero stabilito di fare la trasferta sudafricana perché la testimonianza di Maletti è considerata fondamentale per ricostruire i primi passi della carriera di Mori, che nel ’72 venne reclutato dal Sid, di cui Maletti guidava l’ufficio D. Nel ’75 Maletti liquidò Mori. Perché? In un documento da lui manoscritto rivelava l’esistenza di un «Sid parallelo» composto da un gruppo di agenti e creato per ostacolare le indagini del suo reparto sulla destra eversiva negli anni della strategia della tensione. Un altro appunto, acquisito dai pm di Palermo negli archivi dei servizi e firmato dalla fonte «Gian» aveva parlato parlato di un servizio segreto parallelo, chiamato «gruppo dei sei», all’interno del quale ci sarebbero stati anche Mori, Marzollo e Gianfranco Ghiron (informatore degli 007, vicino all’estrema destra, e fratello di Giorgio, negli anni successivi avvocato di Vito Ciancimino).

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