Uno scandalo. «La disparità tra i sessi è un puro scandalo», parola di Papa Francesco. «Perché si dà per scontato che le donne debbano guadagnare meno degli uomini?», si è chiesto Bergoglio nella catechesi all'Udienza Generale, denunciando ancora una volta i danni che compie il maschilismo nella nostra società. Un altro esempio, ha spiegato il Pontefice, è il luogo comune per il quale la crisi della famiglia tradizionale, con il portato della diminuzione dei matrimoni, è colpa dell'emancipazione femminile. «Questa - ha scandito il Papa - è anche un'ingiuria, ed è una forma di maschilismo: l'uomo che sempre vuol dominare. Così - ha affermato - facciamo la brutta figura di Adamo, che per giustificarsi di aver mangiato la mela ha risposto al Signore: "Lei me l'ha data"». Secondo Bergoglio, il cristiano non può essere maschilista: «Il Vangelo - infatti - ha sconfitto la cultura del ripudio abituale, quando un marito poteva imporre il divorzio anche con i motivi più pretestuosi e umilianti. Dobbiamo difendere le donne!», ha esortato rivolto ai 40 mila presenti in piazza San Pietro. Intanto i vescovi italiani hanno diffuso il loro messaggio per il primo maggio, nel quale affermano che «il grido del precari è la periferia che, più di tutte, ci chiede premura». Come Chiesa, assicurano, vogliamo «accompagnare» quanti sono in difficoltà a causa della crisi economica con iniziative come il «Prestito della speranza» e il «Progetto Policoro». «Accompagnare - spiegano i presuli - significa soprattutto far abitare con fiducia il nostro tempo, con una vita sociale piena e partecipativa». Occorre, quindi, «rendere protagonisti i nostri giovani, anche negli anni della precarietà, sorretti dalla luce delle Beatitudini, che riconoscono nella pratica della giustizia la forza delle radici dell'albero della vita, le cui foglie servono a guarire le nazioni». L'attenzione al fragile, ricordano i membri della Commissione per i problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace, che è guidata dall'arcivescovo di Campobasso, padre Giancarlo Bregantini, «si impara già in famiglia, che si fa scuola sociale nel suo stesso esserci. Vanno perciò coniugati i tempi del lavoro e della famiglia, perché è da questa sorgente, vicina, unita e riconciliata, che sgorga un flusso vitale, capace di aiutarci a gestire questa crisi, etica, sociale ed economica». E sarà «Trasformati dall'amore e per l'amore» il tema della meditazione che Papa Francesco proporrà il prossimo 12 giugno ai sacerdoti in arrivo nella Capitale da tutto il mondo. L'occasione: il terzo Ritiro mondiale, organizzato dall'Iccrs (International Catholic Charismatic Renewal Services) e dalla Catholic Fraternity (Cf) dal 10 al 14 giugno, dedicato alla riflessione su «Chiamati alla santità per la nuova evangelizzazione». Ognuna delle 5 giornate in programma sarà dedicata a una delle prospettive nelle quali il tema generale verrà articolato: Radunati, Riconciliati, Trasformati, Fortificati e, da ultimo, Inviati per la nuova evangelizzazione. A fare da filo conduttore, l'esortazione apostolica Evangelii gaudium. Si comincia il 10 giugno con la Messa di apertura presieduta dal cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici. La meditazione della giornata, affidata a padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, sarà dedicata al tema del ritiro: «Chiamati alla santità per la nuova evangelizzazione».
La rabbia del Papa contro il maschilismo
"Uno scandalo la disparità dei sessi e che le donne siano pagate meno". Il 12 giugno terzo Ritiro Mondiale di sacerdoti in arrivo da tutto il mondo
