«Ho visto colpire delle persone. Ho visto morire un testimone davanti a me» racconta il procuratore milanese Luigi Orsi, presente in aula al momento della strage. «C’erano avvocati, cancellieri e magistrati – racconta una donna con voce tremula - si chiudevano nelle stanze del tribunale. I carabinieri e gli agenti della polizia penitenziaria ci facevano entrare nelle aule mentre, con le pistole in mano correvano per cercare l'assassino» testimonia una giovane avvocatessa che ieri ha assistito alla sparatoria avvenuta all'interno del tribunale di Milano. Cancellieri, avvocati, magistrati, ufficiali giudiziari e giornalisti. Lo sgomento è forte. Qualcuno ha assistito all’accaduto, altri hanno sentito gli spari rifugiandosi tra le aule, sotto le scrivanie, tra i banchi dedicati agli imputati o ai testimoni. «Stavo entrando in tribunale dal lato di via Manara quando ho visto la gente scappare - racconta un avvocato – Mi sono accorto che un signore sanguinava e l'ho soccorso. Togliendo il pantalone ho visto un foro nella coscia destra e un altro nel piede sinistro. Vicino a me tutti scappavano, gridavano. Ho provato a tamponare la ferita con uno straccio e ho aspettato oltre 30 minuti l'arrivo dell'ambulanza». La paura domina le testimonianze dei presenti che trovano un denominatore comune: «Come è possibile che un uomo armato sia entrato all'interno di un tribunale solitamente molto sorvegliato?». «Io stessa questa mattina – afferma una giovane avvocatessa – avevo dimenticato il tesserino. Quando sono arrivata la guardia giurata non mi ha fatto accedere nonostante avessi altri documenti e la toga. Sono entrata dagli accessi riservati al pubblico». I racconti dei presenti sono confusi, affannati, appannati dal terrore. «Ho sentito gli spari e mi sono allontanato – afferma un penalista - sono salito fino al settimo piano, mi sono messo in sicurezza da solo. Sicuramente era un’azione studiata. L’assassino sapeva anche dove trovare il giudice». L’avvocatessa che ieri mattina ha dimenticato il tesserino racconta di aver sentito gli spari: «quattro o cinque colpi. Ho visto anche il fuoco ma è stato velocissimo, erano attimi concitati. Dopo hanno detto di rientrare in aula – continua la donna – ho cercato di uscire ma non ci è stato permesso». «Sono ancora scossa – afferma un’altra ragazza – Mentre ci allontanavamo abbiamo visto che portavano via i feriti, forse erano corpi». Sono testimonianze di terrore quelle narrate da chi ha assistito alla strage: «Ho visto un uomo con una gamba insanguinata, ho avuto paura e sono scappato» testimonia un signore. I testimoni sono ancora scossi: «Ci siamo nascosti sotto la scrivania per almeno 5 minuti, poi abbiamo aperto la porta. Siamo scappati, urlavano tutti» conclude la donna trattenendo le lacrime. «Siamo ancora attoniti e senza parole – afferma un penalista – Ci sarà un’indagine e bisognerà capire tante cose. Quello che è certo è che sono morte quattro persone. Un giovane avvocato, un magistrato e un testimone hanno perso la vita. Questa è una tragedia che colpisce ognuno di noi».
"Quello sparava, ci siamo nascosti sotto le scrivanie"
Il racconto di giovani avvocati, magistrati, cancellieri, ufficiali giudiziari, semplici testimoni sotto shock per quanto hanno visto con i loro occhi
