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Fermate Vanessa. Vuole tornare in Siria

Meloni: prima restituisca all’Italia i soldi del riscatto pagato per liberarla Salvini: ritirate il passaporto a lei e a Greta. I familiari: non partiranno LEGGI ANCHE L'Isis non potrà mai uccidere Gesù

Qualcuno le ha invitate a restituire il riscatto, altri hanno proposto il ritiro del passaporto e altri ancora le hanno invitate a fare volontariato nel nostro Paese. Persino l’Unità di Crisi della Farnesina ha preso le distanze, ricordando che sin dall’inizio della crisi ha «ripetutamente invitato i connazionali a lasciare la Siria, Paese considerato da non visitare e dove elevatissimo è il rischio di rapimenti, attentati e violenze. Analoghe indicazioni sono rivolte anche alle Organizzazioni non governative che intendano inviare operatori nel Paese per missioni umanitarie o di qualsiasi tipo». Insomma, tutti contro Vanessa e Greta. A due mesi dalla liberazione delle cooperanti rapite in Siria la polemica non si placa. Ad infervorare gli animi l’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica in cui una delle volontarie, Vanessa Marzullo, ha dichiarato: «Appena potremo, non so ancora quando, se ci sarà ancora bisogno, e purtroppo è così, in Siria potremmo anche tornarci». Le risposte non si sono fatte attendere tanto che, nella giornata di ieri, si è scatenato il putiferio. Matteo Salvini, leader della Lega Nord, ha commentato: «Le due ragazze, rapite e liberate, vogliono tornare in Siria? Ritirate loro il passaporto o fate firmare un’assicurazione, ci sono costate già troppo». Per Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato «se vogliono fare del volontariato perchè non lo fanno vicino a casa?» Dura la risposta anche di Fratelli d'Italia che attraverso il presidente, Giorgia Meloni, ha fatto sapere: «Prima restituiscano agli italiani tutti i soldi che lo Stato ha speso per loro. E, vista la scelta consapevole delle due, mi auguro che questa volta, in caso di nuovo rapimento, il governo non voglia pagare un nuovo riscatto». Secondo Maurizio Gasparri, invece, l’idea di Greta e Vanessa di tornare in Siria è «un insulto ai cittadini con i cui soldi fu pagato il riscatto». E comunque, se proprio le cooperanti vogliono tornare in Siria, Paolo Alli, capogruppo Area Popolare in Commissione Affari Esteri alla Camera e vicepresidente dell'Assemblea parlamentare Nato, ha consigliato: «Chiedano di andare lì con l'Onu senza fare colpi di testa che mettono a rischio la sicurezza non solo propria ma di tanti altri». Insomma, un'altra patata bollente per le due cooperanti che già prima del rilascio sono state pesantemente apostrofate da una parte dell’opinione pubblica, così come della politica, per la loro decisione di partire per la Siria. Alle polemiche hanno risposto sia il padre che il fratello della ragazza: «Tornare in Siria? Vanessa non ha mai detto una cosa del genere. Mia figlia non ha rilasciato interviste e non ha mai detto che vuole tornare in Siria. È un'invenzione di questo signore, Paolo Berizzi. È una vergogna, una cosa gravissima, sto valutando se denunciarlo», ha detto Salvatore Marzullo a «La Zanzara» su Radio 24. Ancora più duro il fratello Mario, che ha smentito l'intervista: «Vanessa non ha fatto nessuna intervista, anzi è stata proprio rifiutata a quel giornalista che poi ha pubblicato l’articolo, quindi ciò che è stato scritto/detto non è affatto vero. Smentiamo tutto«.

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