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«De Santis responsabile della morte di Ciro»

La procura della Repubblica di Roma ha chiuso le indagini sul ferimento e la morte del giovane tifoso napoletano

La procura della Repubblica di Roma ha chiuso le indagini sul ferimento e la morte di Ciro Esposito, il giovane napoletano raggiunto da un colpo di pistola nei pressi dello stadio Olimpico, il 3 maggio scorso. L’incidente è accaduto in via Tor di Quinto, a Roma, a poche ore dal calcio d’inizio della finale di coppa Italia, tra Fiorentina e Napoli. L’avviso di chiusura indagini è stato notificato a Daniele De Santis, il tifoso romanista accusato di aver fatto fuoco in direzione del rivale partenopeo, morto 53 giorni dopo in ospedale. De Santis, indagato per l'omicidio di Ciro, è sotto accusa anche per il tentato omicidio di Gennaro Fioretto e Alfonso Esposito, a loro volta accusati di rissa aggravata nell’ambito dello stesso procedimento. Stralciate invece le posizioni di altri quattro soggetti che, stando alla ricostruzione effettuata dagli inquirenti, assalì il bus dei tifosi napoletani a pochi passi dal luogo degli scontri. Il pm Eugenio Albamonte, che ha notificato alle parti l’avviso di conclusione delle indagini, ha contestato all’ex ultrà giallorosso Daniele De Santis il reato di omicidio (per la morte di Esposito, raggiunto da un colpo di pistola che gli perforò il polmone e raggiunse la colonna vertebrale) e il duplice tentato omicidio, per il ferimento degli altri due supporter napoletani, Fioretti ed Esposito, appunto. Questi ultimi due, a loro volta, sono accusati di concorso in rissa aggravata e lesioni personali, per il danno permanente riportato da De Santis a una gamba. È stata stralciata la posizione dei quattro soggetti con il casco nero che erano in compagnia di De Santis, quando un pullman carico di tifosi partenopei venne bersagliato con un lancio di sassi e fumogeni.

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