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Minacce, insulti e botte per la foto al campo rom

Dopo l’aggressione parla il consigliere Bignami di FI

Parla male, e se ne scusa, ha la bocca gonfia: Galeazzo Bignami, consigliere regionale di Forza Italia dell’Emilia Romagna, ieri mattina è stato insultato e pesantemente picchiato per aver fatto, su richiesta dei suoi (tanti) elettori, un sopralluogo al campo nomadi di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna. Aveva ricevuto sollecitazioni su quella situazione di estremo degrado e lui, divenuto da pochissimo papà per la prima volta, si è voluto recare, di domenica, a verificare la situazione di persona, insieme ad una collega di partito. Caro gli è costato. «La gente non ne può più - spiega - la situazione dei rom è del tutto fuori controllo».     Consigliere Galeazzo Bignami, ci spieghi cosa è accaduto. «Giovedì scorso si è tenuta una udienza conoscitiva, a Casalecchio di Reno, voluta dai nostri consiglieri, Pedica e Seta, per questo campo rom che sembra avere centinaia di migliaia di euro di debito, quattrocentomila, che vengono rimborsati dalla collettività, perché loro non pagano le utenze. Parliamo del campo rom di Casalecchio di Reno, in via Allende. Siamo alle porte di Bologna, non è lo stesso dove è stato aggredito Salvini».     Quante persone ci sono in questo campo? «È quello che stiamo cercando di capire, perché sembra sia censita una presenza, ma in realtà ci siano molte più persone. Ho fatto una ricognizione esterna per verificare un problema di baracche abusive lungo il Reno. Vicino c’è il campo rom, così abbiamo anche documentato la situazione di degrado, limitandoci a scattare una foto a dei bidoni della spazzatura. Il Comune di Casalecchio ha avviato la raccolta differenziata e mentre i cittadini devono arrangiarsi, il campo ha i bidoni davanti all’ingresso. Abbiamo scattato una foto al bidone dal quale uscivano finestre rotte, neon, di tutto. Il Comune gli paga ogni cosa e poi gli fa anche la differenziata gratis».     In quanti eravate? «Due persone, io e una collega di Forza Italia. Siamo andati perché dei cittadini ci avevano segnalato questa situazione e io ritengo doveroso, quando i cittadini ti chiamano, andare a verificare di persona. Abbiamo scattato questa foto e qualcuno, dal campo, ci ha urlato: "Che fai, coglione?" Ma non gli abbiamo dato peso, non siamo nemmeno scesi dall’auto. Anche perché la domenica non puoi andare nel campo rom, ci sono tutti».     E poi? «Dopo pochi metri un’auto, una Yaris, ad alta velocità ci ha sorpassato e ci ha tagliato la strada. Ne è sceso il conducente che si è diretto verso la nostra consigliera. Io sono sceso dalla macchina, per impedire che mettesse le mani addosso ad una donna, e lui mi ha preso a pugni. Poi sono arrivate altre persone, noi, intanto, avevamo chiamato i carabinieri, che sono arrivati subito».     Come sta? «Sono stato al pronto soccorso. Ma a Bologna se dici che sei di Forza Italia ti rispondono che non hai nulla. Ho una tumefazione, una ferita profonda all’interno della bocca. Sono un po’ rintronato, ho difficoltà a mettere insieme soggetto, verbo e complemento. Ma voglio dire che questa gente a Bologna è troppo coccolata, troppo protetta e ha un’arroganza e una protervia inverosimili».     Quante preferenze ha ottenuto alla sua elezione? «Sono stato il più votato, a Bologna, anche più del Pd, proprio perché sono una persona che le cose le va a vedere di persona. Diecimila preferenze in tutto. A Bologna città cinquemilaseicento, battendo il più votato del Pd, anche nella Bolognina rossa».

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