È l'unità navale più antica e prestigiosa della Marina Militare italiana, ambasciata galleggiante della nostra tradizione marinaresca, famosa anche per il suo equipaggio, gli "acrobati del mare" che sfidano altezze vertiginose per spiegare e piegare le vele sulle sartie. Eppure l'immagine romantica e leggiadra dell'Amerigo Vespucci, quasi tre anni fa, è stata ferita da un lutto e dalla susseguente inchiesta che oggi sfocia in una richiesta di rinvio a giudizio per i massimi vertici - passati e presenti - della Marina. La procura di Civitavecchia infatti, al termine delle indagini sulla morte del sottocapo nocchiere brindisino Alessandro Nasta (precipitato per 15 metri dall'albero di maestra della Vespucci la mattina del 29 maggio 2012) vuole portare a processo l'ultimo capo di stato maggiore della Difesa, l'ammiraglio Binelli Mantelli, l'attuale capo di stato maggiore della Marina (e successore di Binelli Mantelli in quest'ultimo ruolo) ammiraglio Giuseppe De Giorgi e l'ammiraglio Bruno Branciforte, a sua volta capo di stato maggiore della Marina dal 2010 al 2012. Insieme ad altri due militari, l'ex comandante della Vespucci Domenico La Faia e il suo comandante in seconda, il capitano di fregata Marco Grassi, sono tutti imputati di cooperazione nel delitto colposo e omicidio colposo in relazione al decesso del giovane marinaio. La colpa dei cinque, nelle rispettive qualità e funzioni, per procuratore capo di Civitavecchia Gianfranco Amendola - che ha firmato la richiesta di rinvio depositata lo scorso 6 marzo - consisterebbe in "negligenza, imprudenza e imperizia" ed in particolare nel "mancato rispetto della normativa di settore sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro". La Faia, all'epoca al comando dell'Amerigo Vespucci, è accusato di non aver fornito a Nasta adeguati dispositivi di protezione individuale e di avergli affidato il compito di "operare in alberata" senza accertarsi prima delle sue condizioni di salute psicofisica visto che il ragazzo faceva parte, scrive la procura, della squadra operante in precedenza e dunque avrebbe dovuto smontare. Il capitano di vascello è anche accusato di "non aver provveduto, attraverso la catena di comando di cui era titolare, a fornire e far utilizzare i dispositivi di accesso in quota mediante funi, omettendo di attuare misure di protezione collettiva" come previsto dalla legge. Al capitano Grassi, tra le altre cose, si imputa di "non aver sollecitato nè curato l'idoneità fisica dei lavoratori non inviandoli alla visita medica entro le scadenze previste" e di non aver collaborato alla stesura del documento di valutazione dei rischi. Per la procura di Civitavecchia, insomma, l'Amerigo Vespucci deve essere considerata al pari di un'azienda in cui il datore di lavoro deve tutelare la salute dei dipendenti. E anche gli ammiragli Binelli Mantelli, De Giorgi e Branciforte avrebbero concorso a cagionare la morte di Nasta, per aver omesso di individuare procedure organizzative ed operative finalizzate ad un'adeguata analisi e valutazione dei rischi. Fatti "aggravati dalla evidente possibilità di previsione del pericolo della fattispecie connessa all'attività su alberi e più in generale in quota e dall'aver agito in violazione dei doveri d'ufficio propri dei rispettivi ruoli rivestiti nell'ambito dell'amministrazione militare", scrive la procura. Tanto che dopo la tragedia la Marina sarebbe corsa ai ripari. "Fonti interne ci hanno riferito che dopo la morte del sottocapo Nasta sarebbero state modificate e rafforzate le misure di sicurezza a bordo dell'Amerigo Vespucci", dice al Tempo l'avvocato della famiglia del nocchiere Giorgio Carta. Nel processo cercheremo di verificare se si tratta di voci fondate. In ogni caso le condizioni fisiche del ragazzo erano state dichiarate rivedibili entro due mesi dalla Marina ma tale verifica non è mai stata eseguita". Mentre Luca Comellini del Partito per la tutela dei militari, primo a presentare un'interrogazione parlamentare sul caso nel 2012, attacca: "Il ministro della Difesa Pinotti dovrebbe rimuovere precauzionalmente l'ammiraglio De Giorgi, come avviene normalmente per i sottufficiali che diventano imputati".
Precipita dalla Vespucci Chiesto il giudizio per i vertici della Marina
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