Attualità

"La rivoluzione gentile vista come un pericolo dai jihadisti"

di Sabrina Magris (docente di Antiterrorismo)

Non farsi vincere dal terrore. Questo è il primo modo per far si che chi compie atti terroristici non raggiunga il proprio scopo. L’attacco, che inizia con il tentativo di sfregio al parlamento tunisino che non va a buon fine e quindi si rivolge al museo del Bardo, è il chiaro segno che la rivoluzione gentile dello stato arabo è vista come un grave pericolo per gli jihadisti. Il terrorismo sceglie gli obiettivi e indica, anche a coloro che magari non essendo cellule costruite ma dei lupi solitari, come un target debba essere scelto per lanciare un messaggio, possibilmente globale. I terroristi scelgono città ove vi sia immediata visibilità agli atti che compiono. In Italia a breve ci sarà l’attenzione dei media mondiali, Expo di Milano per primo e Giubileo straordinario a Roma. Questi appuntamenti consentirebbero una visibilità immediata in caso di attacchi terroristici. E’ importante per l’Italia attivarsi con una strategia onde evitare di poter diventare bersaglio per questi individui. L’attacco al Bardo è compiuto da un gruppo terroristico non particolarmente organizzato, mancano infatti il primo obiettivo e convergono successivamente nell’adiacente museo. Non per questo l’attacco è meno devastante. È importante una reazione immediata di tutti gli Stati, anche l’Italia. Va fermato l’avanzare di Isis in ogni luogo come in Libia. Le nostre Forze Armate sono pronte e preparate per intervenire e questo potrebbe essere il momento per dare un segnale chiaro e per dimostrare al mondo che l’Italia ha ancora diritto ad essere tra gli Stati importanti nell’attività antiterroristica.

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