CITTÀ DEL VATICANO Papa Francesco lancia la sua personalissima sfida alla «globalizzazione dell’indifferenza» e chiede a ogni cristiano di impegnarsi in questa «battaglia» nel prossimo periodo di Quaresima che inizierà il 18 febbraio con il mercoledì delle Ceneri in preparazione alla Pasqua. Ieri è stato reso noto il messaggio del Pontefice per il periodo quaresimale, durante il quale, dal 22 al 27 febbraio, svolgerà i consueti esercizi spirituali insieme alla Curia romana ad Ariccia, come lo scorso anno. «Qando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri (cosa che Dio Padre non fa mai), non ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono - avverte il Papa - Allora il nostro cuore cade nell’indifferenza: mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno bene. Questa attitudine egoistica, di indifferenza, ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione dell’indifferenza. Si tratta di un disagio che, come cristiani, dobbiamo affrontare». Secondo Francesco, «il popolo di Dio ha perciò bisogno di rinnovamento, per non diventare indifferente e per non chiudersi in se stesso». E suggerisce tre passi per riflettere su tale rinnovamento, a cominciare dall’incontro personale con Cristo, soprattutto attraverso i sacramenti, perché «si può testimoniare solo qualcosa che prima abbiamo sperimentato». Poi il Papa invita a chiedersi se la parrocchia è «un corpo che conosce e si prende cura dei suoi membri più deboli, poveri e piccoli? O ci rifugiamo in un amore universale che si impegna lontano nel mondo, ma dimentica il Lazzaro seduto davanti alla propria porta chiusa? Quanto desidero - afferma Francesco - che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza!». Infine, il Papa si rivolge ai singoli fedeli e li invita a «pregare nella comunione della Chiesa terrena e celeste. Non trascuriamo la forza della preghiera di tanti! L’iniziativa 24 ore per il Signore, che auspico si celebri in tutta la Chiesa, anche a livello diocesano, nei giorni 13 e 14 marzo, vuole dare espressione a questa necessità della preghiera». Ma anche ad «aiutare con gesti di carità, raggiungendo sia i vicini che i lontani, grazie ai tanti organismi di carità della Chiesa. La Quaresima è un tempo propizio per mostrare questo interesse all’altro con un segno, anche piccolo, ma concreto». Infine, «per superare l’indifferenza e le nostre pretese di onnipotenza, vorrei chiedere a tutti di vivere questo tempo di Quaresima come un percorso di formazione del cuore, come ebbe a dire Benedetto XVI. Avere un cuore misericordioso non significa avere un cuore debole. Chi vuole essere misericordioso ha bisogno di un cuore forte, saldo, chiuso al tentatore, ma aperto a Dio». La S. Sede ha anche annunciato le prossime visite di Francesco in due parrocchie romane, sempre in periferia: domenica 8 febbraio andrà a S. Michele Arcangelo a Pietralata, un mese dopo a S. Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca.
«Le parrocchie siano isole di misericordia»
Il Papa ne visiterà altre due. Chiesti impegni concreti per la Quaresima «I cristiani devono affrontare la globalizzazione dell’indifferenza»
