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Il regista Virzì si racconta a «Il gioco serio dell’arte» I drammi dei giorni nostri

È stato il regista Paolo Virzì l'ospite del secondo appuntamento della IX edizione della rassegna «Il gioco serio dell'arte», che si è svolto ieri. Ideato e condotto da Massimiliano Finazzer Flory in...

È stato il regista Paolo Virzì l'ospite del secondo appuntamento della IX edizione della rassegna «Il gioco serio dell'arte», che si è svolto ieri. Ideato e condotto da Massimiliano Finazzer Flory in collaborazione con la soprintendenza del Polo museale romano diretta da Daniela Porro, «Il gioco serio dell'arte» è promosso da Il Gioco del Lotto e anche quest'anno è ospitato a Palazzo Barberini, presso la Galleria nazionale di Arte antica, nel salone affrescato da Pietro da Cortona. Livornese, 50 anni, Virzì ha debuttato alla regia nel '94 con «La Bella Vita», presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e premiato col Ciak d'Oro, il Nastro d'Argento e il David di Donatello. Tra le opere successive si ricordano «Ferie D'Agosto» (1995), «Ovosodo» (1997, Leone d'Argento), «Caterina Va in Città» (2003) «Tutta la Vita Davanti» (2008), «La prima cosa bella» (2009), «Tutti i Santi giorni» (2012) e «Il Capitale umano» (2013). Il tema dell'incontro tra il regista e Finazzer Flory sarà il rapporto tra capitale e cinema. Servono soldi infatti per fare un film, ma senza idee forti e senza storie, non si fanno soldi. Il rapporto tra capitale e cinema è anche una via per guardare al mercato internazionale. Per decidere se scegliere la via del cinema di qualità, minoritario e indipendente, o allearsi con la grande industria cinematografica, per offrire intrattenimento popolare. «In Italia ora si denuncia la Mafia Capitale - spiega Finazzer Flory - che non è il titolo di un film ma un capo d'accusa contro il malaffare. Ma c'è un altro capitale a Roma che, strategicamente collocato nel mondo del cinema, potrebbe fruttare interessi legittimi e utili a favore dell'immagine italiana all'estero». «Perché, ad esempio, non pianificare un marketing serio delle nostre straordinarie locations, per stimolare produttori e registi di tutto il mondo a lavorare in Italia, canalizzando verso la nostra industria dello spettacolo dei capitali importanti?», sottolinea Finazzer Flory.

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