Attualità

In Costiera amalfitana. Autocertificazione e uffici «distratti»

E l’ex senatore trasforma il b&b in hotel

La stella cometa del senatore dipietrista Nello Di Nardo compare nel cielo di Sorrento il 27 dicembre 2012 lasciando una «Scia» che farà la fortuna di un minuscolo b&b che i figli gestiscono a pochi passi da piazza Tasso, nel cuore del turismo d’élite della Costiera. È in quella data, infatti, che «La Magnolia» viene promossa ad albergo stellato nonostante due precedenti pratiche bocciate dagli uffici comunali appena pochi mesi prima. L’ultima volta, nel maggio 2012, il dirigente Donato Sarno era stato severissimo e nel provvedimento di rigetto aveva scritto che l’area in cui si trova l’immobile di appena 7 stanze esclude ai «sensi del vigente Puc» nuove «iniziative ricettive turistiche». Mettendo così la pietra tombale sui sogni imprenditoriali della famiglia Di Nardo. Ma non bisogna mai disperare nella vita. Infatti, proprio il 27 dicembre 2012, il figlio del senatore Idv taglia la testa al toro e presenta una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) con cui annuncia di essere improvvisamente in possesso di tutti i requisiti richiesti dall’Amministrazione e di avviare, già dall’indomani, l’attività. Il passaggio da b&b ad albergo non è una pura formalità amministrativa, ma ha un valore economico-imprenditoriale rilevantissimo, soprattutto se calato in una realtà turistica internazionale come Sorrento. Peraltro, la buona stella dei Di Nardo aveva già iniziato a brillare nel 2004, quando il bed&breakfast «La Magnolia» aveva avuto accesso a 230mila euro di incentivi pubblici del fondo coesione del Governo, 70mila dei quali effettivamente erogati. La cosa curiosa di questa storia però è un’altra: a distanza di due anni dalla «promozione» né la Scia né il provvedimento autorizzatorio del Comune di Sorrento sono stati pubblicati all’Albo pretorio, come pure la legge imporrebbe. E come ribadito recentemente dall’Agenzia nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone con l’orientamento 11/2014 con cui chiarisce che «le Dia e le Scia sono da considerare equiparate a provvedimenti amministrativi di autorizzazione o di concessione e, pertanto, soggette agli obblighi di pubblicazione». La pratica della famiglia del senatore Nello Di Nardo se ne sta invece in un cassetto, sepolta tra centinaia di altre istanze. Se, ad esempio, un terzo volesse impugnarla non potrebbe farlo in quanto formalmente non esiste. Perché è ancora invisibile? E perché la Scia arriva al dirigente dell’ufficio Attività produttive del Comune addirittura un anno dopo la presentazione e, per di più, per «mera conoscenza» quando il termine per completare l’istruttoria è di appena sessanta giorni? Chi l’ha tenuta per dieci mesi ferma sulla scrivania? Eppure, l’Ente del sindaco Giuseppe Cuomo è tutt’altro che distratto su cose di questo genere: nel solo mese di ottobre 2014, infatti, sono state firmate tre ordinanze per interrompere attività extra-alberghiere ritenute illegittime, e tutte sono state puntualmente pubblicate sul sito istituzionale del Comune. Solo quella di Di Nardo non si trova. Come mai? Il senatore è un politico che conta, da queste parti. Pur avendo cambiato un bel po’ di partiti (oggi è coordinatore regionale di Italia dei Valori, ma ha militato sotto le insegne di Ccd, Udr e Udeur) resta ancora saldamente in sella tanto da candidarsi alle prossime primarie di coalizione per la scelta dello sfidante che dovrà affrontare, alle regionali di maggio, il governatore uscente Stefano Caldoro. Un suo nipote (imputato per truffa ai danni dello Stato nell’inchiesta Gettonopoli) è presidente del consiglio comunale della vicina Castellammare di Stabia, città di cui è originario; e un’altra parente è la responsabile della sede campana del partito. A far fede sulla bontà di tutta l’operazione (e certamente nessuno ne dubita) è la sola parola del dirigente Sarno che dichiara che oggi è tutto in regola per quel che riguarda «La Magnolia», ma ammette di non aver disposto alcun sopralluogo nella struttura, nonostante i due precedenti rigetti che avrebbero forse suggerito una maggiore attenzione nel trattare la pratica. Si è fidato dell’ autocertificazione e degli allegati, limitandosi solo al controllo formale degli atti. Lo stesso Di Nardo si dice tranquillissimo rimarcando anzi che il passaggio da b&b a hotel in realtà è una iattura per il maggior carico tributario. Dalle stelle alle stalle.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.