BARI La disperazione delle famiglie dei dispersi che chiedono rapidamente risposte e i tempi lunghi dell'inchiesta: la tragedia della Norman Atlantic si sviluppa su questi due binari. Ieri il flebile filo della speranza di ritrovare il proprio congiunto ha animato nel capoluogo pugliese la presa di posizione della famiglia del camionista campano Carmine Balzano. Il legale, Sergio Pisani, ha chiesto agli inquirenti di non trascurare alcun dettaglio, di continuare le ricerche e di verificare se in Albania sono giunti naufraghi del traghetto: «Abbiamo saputo che sono state trovate scialuppe spiaggiate sulle coste albanesi e sembrerebbe che non ci sia acqua all'interno. Questo è un segnale positivo perché significa che non si sono capovolte, quindi c'è ancora un barlume di speranza». E poi ha aggiunto: «La certezza dei familiari, visto che sono stati gli ultimi a parlare con Balzano, nasce dall'aver ascoltato Carmine dire di aver avvistato luci e quindi terra, in Albania». «Stabilire le cause dell'incendio che ha devastato il traghetto Norman è un obiettivo ancora lontano - ha fatto capire il pm di Bari Ettore Cardinali, al termine del briefing in Procura per fare il punto sulla gestione delle indagini - Io sto cercando in tutti i modi di forzare i tempi perché i familiari delle vittime e dei dispersi aspettano risposte da noi ma le difficoltà e le resistenze sono ancora tantissime». Il relitto, intanto, continua ad essere in bilico tra Bari e Brindisi. Il procuratore capo di Bari, Giuseppe Volpe, ha riferito che «il funzionario del registro navale ha compiuto una prima ispezione sul traghetto e ha sconsigliato di trasferirla. Allo stato è possibile accedere al ponte 3 dove c'è una temperatura di circa 80 gradi, mentre negli altri ambienti le temperature superano ancora i 200 gradi». Il rischio bomba ecologica, paventato da alcuni politici brindisini, è escluso: «Lo scafo non ha lesioni e quindi non ci sono rischi di sversamento» ha puntualizzato il procuratore. Di sicuro, nel giro di due o tre giorni si troverà l'allocazione migliore per il traghetto - una banchina ad hoc - al fine di «tagliare il portellone di poppa per estrarre i veicoli e farli dettagliatamente analizzare dai tecnici e dai medici legali». Sul ponte 5 gli investigatori hanno riscontrato anche la presenza di tre veicoli integri: due Suv e una utilitaria, parcheggiati in parte all'aperto, non sono stati nemmeno sfiorati dalle fiamme, mentre in altre parti della nave prosegue la combustione con fumi e lamiere incandescenti. «Abbiamo trovato una situazione ancora peggiore dell'immaginabile, ci sono camion con motrici e cassoni che che si sono letteralmente liquefatti» ha detto ancora Cardinali. L'ispezione di ieri nella Norman Atlantic degli investigatori della capitaneria di porto di Bari e degli altri membri del pool investigativo italiano (c'è anche una delegazione greca) ha riguardato anche la sala macchine dove sono stati prelevati dati utili alle indagini: in questa sala è posizionato il sistema di controllo anti-incendio. Infine dai media greci giungono testimonianze di immigrati afgani scampati al rogo: c'è il racconto di un migrante che descrive un fornelletto acceso in un camion nel garage per fronteggiare il freddo. La presenza di ulteriori immigrati clandestini a bordo, oltre i tre compresi nei naufraghi recuperati, non è stata al momento confermata dagli inquirenti che attendono il responso della ispezione della stiva-garage.
Il giallo delle scialuppe in Albania
La famiglia del camionista Balzano chiede di continuare a cercare i dispersi I pm: presto per stabilire le cause del rogo del traghetto Norman Atlantic
