L'ultimo a lasciare alle 14.50 di ieri il traghetto Norman Atlantic è stato il comandante Argilio Giacomazzi: prima di lui, gli elicotteri avevano trasbordato e portato in salvo 427 persone (compresi i 44 italiani, metà dei quali imbarcati come marittimi) e due cani. La nave, che si trova ad alcune miglia dalle coste albanesi, è stata immediatamente posta sotto sequestro e nelle prossime ore le autorità italiane concorderanno con quelle di Tirana il luogo dove sarà rimorchiata. Ad occuparsene sarà la «Smit», società olandese specializzata in salvataggio navale. L'incendio divampato nella «pancia di ferro» del traghetto, che ha provocato il black-out e la paralisi della navigazione fino all'arrivo dei soccorsi, è stato domato nella notte tra domenica e lunedì dopo un lungo intervento dei pompieri reso critico dalle difficili condizioni meteo. Ieri, infatti, al momento dello scarrocciamento del traghetto verso le coste albanesi, le onde superavano i cinque metri e il vento soffiava a cinquanta nodi. «Sono a disposizione delle autorità, del comandante e dell'equipaggio», si è subito affrettato a dichiarare l'armatore Carlo Visentini della Visemar. Aggiungendo di aver fornito «tutta la collaborazione possibile al Comando generale che ha coordinato le operazioni di salvataggio dei passeggeri e dell'equipaggio. Tutti i pensieri vanno alle operazioni di soccorso e al lavoro dei soccorritori, nella speranza che tutti possano essere riportati sani e salvi a terra» ha aggiunto ancora Visentini che si è detto «estremamente addolorato per la morte delle vittime». «La società confida nel lavoro delle autorità investigative - continua – che dovranno trovare le esatte cause dell'incidente, ma è certa della piena efficienza della nave, una nave di recente costruzione, con tutte le certificazioni necessarie ad operare». A occuparsi del sinistro saranno ben tre Procure: Bari, Lecce e Brindisi che hanno aperto fascicoli per omicidio colposo e naufragio colposo. Malgrado il successo di una complessa attività di salvataggio, che ha visti impegnati mezzi aerei e navali di tre Paesi (Italia, Grecia e Albania) il bilancio del naufragio è comunque tragico: sono ben dieci i morti. Gli ultimi due sono stati individuati e recuperati nella tarda serata di ieri dalla capitaneria di porto. Ma è sul numero dei dispersi che persistono ancora dubbi dal momento che sulla lista d'imbarco non ci sarebbero i nomi di alcuni dei passeggeri salvati. A bordo, inoltre, come confermato dallo stesso prefetto di Bari Antonio Nunziante, sono stati identificati anche due clandestini afgani. Secondo l'edizione online del settimanale greco To Vima, considerato tra i più autorevoli del Paese, all'appello mancherebbero ancora 38 persone anche se il ministro Maurizio Lupi invita alla prudenza mentre la collega Roberta Pinotti assicura che comunque sarà scandagliato il mare alla ricerca di eventuali altri naufraghi. Intanto, nel pomeriggio è partito il primo ponte aereo per riportare in patria i 60 naufraghi greci arrivati a Brindisi mentre la motonave «Cruise Europa» con a bordo altri 69 connazionali è salpata alla volta del porto greco di Igoumenitsa. Tra i salvati anche 234 passeggeri greci, 54 turchi, 22 albanesi, 18 tedeschi, 10 svizzeri. La natura dell'incendio che si è sviluppato nel garage della nave ancora non è chiara, anche se probabilmente le cause dovranno essere imputate a un black out o a un surriscaldamento di qualche mezzo (auto o pullman) parcheggiato sottocoperta. Una delle passeggere, intervistata ieri dalla tv greca, ha inoltre riferito di aver sentito esplosioni a bordo. Ma è l'unica testimonianza di questo genere emersa finora.
Norman Atlantic, ore 14,50: in salvo 427 naufraghi
L’ultimo ad abbandonare il traghetto è stato il comandante Giacomazzi. Il dolore dell’armatore per le vittime: «Ma la nave era in perfetta efficienza»
