Collaboratori cacciati

Salis per ora non paga, il padre sbrocca e straparla di “cadaveri”

Annullata la condanna per vizio di notifica. Il processo riparte. Roberto Salis aggredisce su X Il Tempo, Il Giornale e Libero Ma raccoglie solo dissensi e insulti da suoi stessi follower

Un vizio di forma, un errore burocratico e un processo da rifare. I giudici della Corte d’Appello di Milano della sezione Lavoro hanno accolto la richiesta di nullità della sentenza di primo grado avanzata dai legali di Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, e così il tribunale dovrà tornare a pronunciarsi sul licenziamento di due ex collaboratori che, lo scorso marzo, si erano visti riconoscere, all’esito di un processo in contumacia, un risarcimento complessivo di circa 300mila euro per essere stati mandati via senza giusta causa.

È quanto stabilito dal collegio presieduto da Silvia Marina Ravazzoni all’indomani dell’udienza in cui gli avvocati dell’esponente politico avevano chiesto la nullità del verdetto pronunciato «all’esito di un giudizio instaurato mediante notificazione inesistente». La «contumacia inconsapevole» avrebbe impedito, per gli avvocati, «di esercitare il proprio diritto di difesa», ossia evidenziare il «deterioramento del rapporto fiduciario» tra Ilaria Salis e i due ex collaboratori che le hanno fatto causa.

Nella sentenza, come riporta l’agenzia di stampa Adnkronos, emerge come il collegio «accertata la nullità della notifica del ricorso dichiara la nullità della sentenza del Tribunale di Milano, sezione lavoro emessa lo scorso marzo, rimette la causa al primo giudice e compensale spese di lite del doppio grado». La donna che occupava le case (altrui) ha manifestato tutta la sua soddisfazione per il futuro di questi lavoratori, suoi ex collaboratori. «Sentenza annullata, riconosciute le mie ragioni» e un emoticon con il segno di due dita alzate insegno di vittoria.

Così Ilaria Salis sui social ha commentato la sentenza. Due osservazioni: la prima riguardala doppia morale della sinistra. Teoricamente sempre dalla parte dei lavoratori, composizioni intrise di ipocrisia e sermoni interminabili, tranne quando i diritti del proletariato coinvolgono le vicende dei leader della rive gauche della politica italiana. Ma vi è un aspetto, se possibile, ancora più discutibile in questa storia. Ed è il tweet di Babbo Salis (un personaggio che i nostri lettori hanno imparato a conoscere in questi anni).

Il signor Roberto ha postato un articolo di Repubblica, nel quale si evidenziava l’annullamento della sentenza di primo grado, arricchita da foto di sua figlia e del suo team di avvocati. A corredo, Salis senior ha scritto (testuali parole) questo messaggio: «Basta sedersi sulla riva del fiume e poi iniziano ad arrivare i cadaveri degli Angelucci’s Boys». Premesso che le minacce e le cattiverie le porta via il vento, parole del genere da un autentico democratico non ce le saremmo mai aspettate. Arrivare addirittura a parlar di cadaveri è davvero troppo, per dei lavoratori della carta stampata.

Una caduta di stile, signor Roberto. Che i suoi follower hanno puntualmente notato. Per Dario «Prima o poi la giustizia arriverà anche per tua figlia. Attendiamo», Lucianagliricorda come «basta sedersi sulla riva del fiume e poi inizierà ad arrivare il karma che lei e sua figlia raccoglierete». E se Domenico sottolinea che «ecco un altro che spaccia un difetto di notifica per assoluzione nel merito, devono rifare il processo», Francesco lo invita a studiare: «L’ignoranza regna a sinistra il procedimento ripartiràdalprimo grado, basta leggere».©Riproduzione riservata.

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