La vicenda dei marò “è molto seria, molto difficile per ciò che è accaduto in passato”, su cui “ciascuno di noi si tiene il proprio giudizio. L'India è un Paese amico e alleato dell'Italia”, che “negli ultimi giorni, nelle ultime ore ha finalmente aperto un canale di confronto diretto anche con dichiarazioni ufficiali che noi abbiamo apprezzato”. Il presidente del Consiglio, durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, interviene sulla vicenda dei fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. E parla di un “confronto diretto” aperto dalle autorità indiane. La dichiarazione appare significativa perché arriva in un momento in cui i media indiani iniziano a mettere in circolazione una serie di indiscrezioni per le quali il governo di New Delhi avrebbe radicalmente mutato atteggiamento sulla questione. Il quotidiano “Economic Times” riporta le dichiarazioni di una fonte governativa secondo la quale c'è stata una vera e propria “inversione di marcia” dietro le quinte: il non aver bloccato il ritorno di Massimiliano Latorre in Italia a settembre per ragioni di salute “fa parte del dialogo tra le due parti”. A quanto scrive il quotidiano online, funzionari del ministero degli Interni si erano opposti alla concessione del permesso a Latorre per curarsi in Italia dopo l'ictus che lo aveva colpito. Durante consultazioni interministeriali con i dicasteri degli Esteri e la Giustizia, i rappresentanti del ministero degli Interni avevano affermato che il fuciliere di Marina poteva essere curato meglio in India che in Italia e che se stava male era meglio non farlo viaggiare. In questa sede il ministero degli Interni aveva anche ricordato il precedente del 2013 quando si era innescata una crisi diplomatica sul ritorno dei due marò. Tuttavia queste obiezioni erano state “respinte”, ha spiegato la fonte governativa. E di fronte alla Corte Suprema il governo indiano non ha obiettato alla richiesta italiana. Inoltre, sottolinea l'Economic Times, il giorno in cui la Corte ha concesso a settembre il permesso di rientro in Italia a Latorre i funzionari hanno lavorato oltre l'orario per approntare le carte necessarie alla partenza del militare italiano la notte stessa. Infine ricorda ancora il quotidiano, il governo indiano non si era opposto alla successiva richiesta italiana di estendere il soggiorno in patria di Latorre e di concedere un permesso a Salvatore Girone perché venisse in Italia per Natale. Richieste che però la corte ha respinto. Tutto questo permette di leggere anche sotto una diversa luce la dichiarazione del portavoce del governo indiano che dopo la decisione della corte di non accogliere le richieste di Girone e Latorre, aveva spiegato: “Gli esecutivi possono discutere, ma la giustizia indiana è libera di decidere”. Peccato però che sia proprio la giustizia indiana che, da quasi tre anni, tiene i nostri fucilieri bloccati in un incubo giudiziario di cui ancora non è stata risolta la questione preliminare dei capi d'imputazione. Incurante di tutto e di tutti. Matteo Renzi ha detto che per chiudere questa vicenda è necessario mantenere il tono dei canali giudiziari e diplomatici, convinto dei frutti che porteranno la “collaborazione e il dialogo” col governo indiano. I canali quindi sono aperti, e le indiscrezioni dell'Economic Times danno conto di ulteriori dettagli. Ma il dialogo con l'India per nostro ministro degli Esteri - che si è detto “molto contrariato e deluso” - non sembra affatto garantire quella svolta su cui i media indiani stanno mettendo tanta enfasi. Paolo Gentiloni, ospite a Unomattina, ha dichiarato che “il dialogo dovrebbe produrre dei risultati, le domande che abbiamo avanzato erano domande di carattere umanitario, il fatto che non siano stato accolte ci ha contrariato. Finora i risultati sono assolutamente deludenti”.
Marò, media indiani: cambio di marcia del governo di New Delhi
Renzi: "L'India ha aperto un canale di confronto diretto". Ma Gentiloni frena: "Risultati finora deludenti"
