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Strage di innocenti nella scuola pakistana

I talebani prendono in ostaggio 500 studenti e alcuni insegnanti a Peshawar Muoiono in 141 nel conflitto a fuoco con i governativi: oltre 130 erano bimbi

Occhio per occhio, dolore per dolore. La legge del taglione integralista non risparmia gli innocenti: su loro ricadono le «colpe» dei padri. Questa la filosofia delle bestie che ieri hanno preso d’assalto una scuola a Peshawar e ucciso oltre 130 alunni. L’istituto, infatti, era frequentato da figli di militari. «Abbiamo scelto con attenzione l’obiettivo da colpire con il nostro attentato. Il governo sta prendendo di mira le nostre famiglie e le nostre donne. Vogliamo che provino lo stesso dolore», ha detto il portavoce dei talebani pachistani, Mohammed Umar Khorasani, rivendicando l’azione. E non è finita qui. L’attentato «è solo un trailer» e presto ci saranno altri attacchi, ha minacciato un portavoce dei talebani del Pakistan Muhammad Khorasani dopo la carneficina. «Abbiamo scelto con cura la scuola militare perché il governo ha preso di mira le nostre famiglie e le nostre donne. Vogliamo far provare loro (ai militari) il nostro stesso dolore». L’attacco è avvenuto alle 10,30 locali (le 6,30 italiane) e ha fatto 141 vittime e più di 124 feriti, 80 gravi. I terroristi erano nove, armati e muniti di giubbotti «farciti» di esplosivo, e sono entrati nell’edificio scolastico prendendo in ostaggio circa 500 tra studenti e insegnanti. Un’iniziativa adottata per vendetta contro l’operazione dell’esercito lanciata il 15 giugno e denominata «Zarb-e-Azb» contro i Talebani e i miliziani della rete Haqqani nel Nord Waziristan in risposta a un’incursione all’aeroporto di Karachi. Nell’istituto si sarebbero vissute scene agghiaccianti. In base a quanto riferito dalla rete tv americana Nbc, i terroristi avrebbero dato fuco a un insegnante e costretto i bambini a guardarlo mente moriva. «Sono entrati in classe e gli hanno gettato della benzina su tutto il corpo e gli hanno dato fuoco», ha raccontato un testimone davanti alle telecamere. Un assalitore si sarebbe anche fatto saltare in aria con dell’esplosivo. Quando l’esercito ha fatto scattare il blitz, già una trentina di persone erano state uccise nella scuola. Poi è stato l’inferno. Si è sparato da ambo le parti e, alla fine, tutti i terroristi sono stati eliminati dai soldati governativi. La carneficina, cominciata intorno alle 11 (ora locale), è andata avanti per 7 ore, fino a quando l’esercito ha ripreso il controllo totale dell’edificio. La scuola è frequentata da un migliaio di studenti tra i 10 e 18 anni. Alcuni sono riusciti a fuggire, altri si sono finti morti e chi è sopravvissuto ha raccontato di episodi raccapriccianti: gli uomini del commando hanno fatto irruzione nelle aule e sparato a caso, rincorrendo i ragazzini e stanando quelli rintanati sotto i banchi. Qualcuno li ha sentiti parlare con accento straniero e, tra di loro, in arabo e avrebbero usato i ragazzini come scudi umani. L’attentato è stato condannato da tutti i leader mondiali. «Prendendo di mira studenti e professori in questo attacco atroce, i terroristi hanno mostrato ancora una volta la loro depravazione», ha affermato Barack Obama. «È orribile che dei bambini siano stati uccisi solo perché andavano a scuola», ha twettato il premier britannico David Cameron. «Bambini, bambini uccisi, bambini uccisi a scuola. Inconcepibile. Il mondo deve reagire all’orrore», ha cinguettato il presidente del consiglio italiano Renzi.

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