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Marò, Gentiloni richiama l'ambasciatore italiano a Nuova Delhi

Il ministro degli Esteri: "Atteggiamento inaccettabile da parte dell'India, ma non è una rottura delle relazioni diplomatiche"

Una doccia gelata, una decisione incomprensibile che implica una ferma reazione dell'Italia, aveva detto ieri il ministro della difesa Pinotti, seguito a ruota dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che sottolineando l'irritazione del governo, ha parlato di “una decisione grave, alla quale il Paese deve reagire con fermezza”. E oggi arriva la prima reazione alla decisione della Corte Suprema indiana di rigettare le legittime richieste dei due marò Massimiliano Latorre, che non potrà proseguire le cure in Italia dopo l'ictus che lo ha colpito in settembre, e Salvatore Girone, che non potrà tornare a casa e riabbracciare i suoi figli per Natale. Il governo intende richiamare l'ambasciatore italiano in India. “Di fronte a un atteggiamento così grave” delle autorità indiane "il governo si riserva i passi necessari a partire dall'urgente richiamo per consultazioni dell'ambasciatore italiano a Nuova Delhi”, dichiara Paolo Gentiloni. Il ministro degli Esteri, di fronte alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, spiega che sul caso dei due fucilieri di Marina “sono in gioco principi irrinunciabili di sovranità e diritto internazionale e di fronte ad un atteggiamento inaccettabile credo che l'Italia abbia l'obbligo di reagire''. Il capo delle diplomazia italiana ha anche specificato che “non si tratta di rottura delle relazioni diplomatiche” con l'India. Anche se il caso marò rappresenta ormai la più difficile crisi che ha incrinato i rapporti nella storia delle relazioni diplomatiche tra i due paesi. Dopo l'insediamento del nuovo governo indiano del primo ministro ultranazionalista Narendra Modi, l'accoglimento delle richieste avrebbe rappresentato un chiaro segnale di distensione da parte dell'India. Il no dei massimi giudici indiani appare come un segnale di chiusura che adesso provoca lo “sdegno” anche del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.   Il ministro Pinotti: "Faremo di tutto per non mettere a rischio la salute di Latorre. E' nell'intresse dell'India riconoscere l'immunità dei nostri marò" Roberta Pinotti, anche lei in audizione di fronte alle Commissioni riunite Esteri e Difesa del Parlamento, ha ribadito l'irritazione per la decisione della Corte indiana. “Le istanze di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre erano di carattere umanitario e ci aspettavamo un risultato diverso”, ha detto il ministro della Difesa. Pinotti ha spiegato che “la posizione di Girone, ancora trattenuto in India, è quella che in questo momento è in cima ai nostri pensieri. Massimiliano Latorre - ha aggiunto il ministro - è in Italia sotto cure mediche, la sua salute e il recupero è una priorità per il governo. Nulla sarà fatto per mettere a rischio questa situazione. Si tratta di un impegno fermo e stiamo considerando tutte le opzioni disponibili in Italia e la consultazione da fare con il governo indiano. Auspico che in questo momento difficile per i nostri due fucilieri si dia una risposta forte e unitaria”. “Latorre e Girone - ha poi aggiunto Pinotti - sono organi dello Stato, erano in funzioni ufficiali, l'Italia ha responsabilità su di loro e non si sottrarrà. È nell'interesse dell'India, che impiega molte truppe in operazioni internazionali all'estero, riconoscere e sostenere l'immunità dei nostri marò davanti al tribunale indiano”.

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