cerca

Il criminologo: «Troppe incongruenze, Panarello ha un profilo patologico»

Il criminologo: «Troppe incongruenze, Panarello ha un profilo patologico»

FRANCESCO BRUNO

 

«Questa donna è sicuramente colpevole di qualcosa, anche se non so bene di cosa perché non ho tutte le informazioni. La storia delle fascette, però, è molto grave. Non la racconta giusta e non si tratta solo di un problema emotivo, c'è qualcosa che non vuole ammettere con se stessa. Da una parte spero che questo sia un caso di omicidio. Dall’altra parte no, perché sarebbe invece qualcosa di molto più grave, dove sarebbero eventualmente coinvolte anche altre persone».

A parlare è il criminologo Francesco Bruno, che analizza la vicenda del piccolo Loris, il bimbo scomparso la mattina del 29 novembre da S. Croce Camerina e trovato senza vita in un canale.

Dottor Bruno ha un'idea sul profilo di Veronica Panarello?

«Sicuramente è un profilo patologico che bisognerebbe capire meglio».

In che senso?

«Se sono vere le cose che si raccontano sulle bugie dette... ad esempio sulla macchina o sulla presenza del bambino a scuola o a casa. Troppe incongruenze. Sono tutte cose da verificare, ma il motivo di queste bugie purtroppo non si può capire con un tipo di investigazioni poliziesche. Bisogna prima capire se questa donna sta bene oppure no».

E quindi che cosa servirebbe per esplorare fino in fondo la psiche di questa donna?

«Gli investigatori, se non lo hanno già fatto, devono rivolgersi a qualche psichiatra. In questo caso ci sono diverse possibilità: la prima è che lei dica il vero e per qualche strano motivo non è credibile perché è difficile dimostrarlo. La seconda è che la donna non dica il vero. In questo caso perché mente? O perché è l'autrice del delitto o perché copre qualcosa o qualcuno, scenario ancor più torbido. Ma perché gli investigatori chiariscano questi aspetti è necessario uno psichiatra. Gli investigatori sono esperti a far confessare il delinquente, ma non hanno esperienza con chi ha problemi psichici perché l'approccio è diverso».

Quindi come vede la madre del piccolo Loris?

«Se questa donna ha veramente compiuto l'omicidio è il frutto di una patologia o forse qualcosa peggio della patologia, che implica una scena più complessa. Oppure, è malata di mente».

Che vuol dire? La sua esperienza cosa le suggerisce?

«Io non la conosco, ho solo in mente le sue foto. È molto giovane e pare che abbia avuto momenti di instabilità, peraltro negati dal suo legale. Se ha una patologia bisogna che venga fuori, perché fino ad ora non è mai emersa. Questo può portare ad esagerazioni di questo tipo. Io spero che sia un omicidio legato solo alla patologia della madre, perché sarebbe grave se si trattasse di cose di altro tipo che coinvolgessero più persone, ad esempio la pedofilia».

In uno scenario di pedo filia, la madre del piccolo Loris che ruolo avrebbe?

«Potrebbe reggere il gioco a qualcuno. Non esiste una mamma che uccide un figlio se non ha precedenti psichici seri, che possono anche non emergere subito».

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

Salvini: "Mi criticano per le divise della polizia? Le porto con onore"

Gracia De Torres e Daniele Sandri
Il Tricolore atterra sui Fori Imperiali: ecco il lancio mozzafiato del paracadutista della Folgore
Sul palco in bermuda, il balletto di Maradona per Maduro