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Virus Ebola, il medico non migliora

Dopo il peggioramento di lunedì sarà provato un trattamento sperimentale. Vaccinazione antinfluenzale: a Padova registrato un altro decesso sospetto

Le condizioni del medico italiano di Emergency che ha contratto l’Ebola sono stazionarie dopo il peggioramento di lunedì sera. Lo ha reso noto il bollettino dello Spallanzani dove è ricoverato: «Nella nottata e stamattina (ieri, ndr) il quadro clinico seppur grave, è tornato sovrapponibile» a quello di lunedì. La prognosi rimane riservata. Gli stessi sanitari che curano il collega siciliano spiegano che sta per cominciare un nuovo trattamento sperimentale con un farmaco arrivato dall’estero: «Anche questo farmaco - afferma il bollettino - è stato ottenuto grazie ad una catena di supporto (in Italia dal ministero della Salute, inclusa la rete degli Uffici Sanità Marittima Aerea e di Frontiera) e di solidarietà istituzionale con l'aiuto del coordinamento internazionale per la gestione dell’Ebola dell'Organizzazione Mondiale della Sanità». Intanto la Direzione Generale per la Cooperazione allo sviluppo della Farnesina e l'Istituto Spallanzani hanno firmato una convenzione per la realizzazione di un intervento di emergenza in Sierra Leone da 250.000 euro per il contrasto alla diffusione del virus. Il finanziamento della Cooperazione Italiana permetterà allo Spallanzani di fornire assistenza tecnica al ministero della Sanità del Paese africano e supporto tecnico alle unità di isolamento speciale e agli interventi delle Ong italiane. Sono previste attività di formazione del personale sanitario locale ed azioni volte all'ampliamento e al miglioramento dei servizi epidemiologici e di laboratorio. Saranno inoltre realizzati interventi di profilassi propedeutici ad eventuali operazioni di evacuazione medica per il personale contagiato. La Cooperazione italiana sta già finanziando in Sierra Leone un team di quattro biologi dello Spallanzani che opereranno, a partire dai prossimi giorni, presso il nuovo centro di trattamento di Emergency a Goderich, vicino a Freetown. Grazie al sostegno della Farnesina, opera da un mese nel Paese come Capo-progetto anche un medico infettivologo dell'Istituto. La Cooperazione italiana ha sinora impegnato 7,7 milioni di euro per realizzare interventi con le Ong italiane a favore delle popolazioni colpite e per sostenere l'azione delle Agenzie delle Nazioni Unite e della Croce Rossa Internazionale. Tutto questo non impedisce alla Banca mondiale di rivedere al ribasso le stime di crescita dei tre Paesi africani più colpiti dall’epidemia, Liberia e Guinea oltre alla stessa Sierra Leone. La buona notizia è che l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato ufficialmente conclusa l’epidemia di Ebola in Spagna, dove si era verificato il primo caso di trasmissione del virus da uomo a uomo fuori dall’Africa. Sempre sul fronte sanitario, resta alta l’attenzione sui vaccini antinfluenzali. La Ulss 15 Alta Padovana ha dato notizia del decesso di una paziente di 86 anni, che era stata vaccinata con il Fluad e che presentava rilevanti patologie pregresse. Il caso è stato subito segnalato al sistema di farmacovigilanza nazionale. «Ma non è possibile allo stato attuale - precisano i tecnici regionali - specificare nessun nesso di causalità e rimane pertanto solo la concordanza temporale». Quanto alla signora di 82 anni deceduta nei giorni scorsi, gli uffici della Sanità regionale al termine delle verifiche effettuate con l'Ulss 16 di Padova hanno fatto sapere che non le era stato somministrato il Fluad ma un altro tipo di vaccino.

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