La famiglia di Chiara Poggi non cambia posizione: i genitori e il fratello della vittima non si costituiranno parte civile nell’eventuale processo ad Andrea Sempio, il 38enne indagato per l’omicidio di Garlasco. La conferma arriva mentre si apre una settimana decisiva per la difesa, chiamata a decidere come rispondere agli elementi raccolti dalla Procura di Pavia. Il 18 ottobre scade il termine per il deposito di memorie e consulenze nell’ambito dell’inchiesta.
Dopo la seconda chiusura delle indagini, i magistrati pavesi sostengono una nuova ricostruzione del delitto del 2007, per il quale Alberto Stasi, allora fidanzato di Chiara, è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Per Sempio potrebbe arrivare già nelle prossime settimane la richiesta di rinvio a giudizio.
La posizione dei familiari di Chiara
A ribadire la scelta dei genitori e del fratello della vittima è il loro legale, Gian Luigi Tizzoni. La famiglia, ha spiegato l’avvocato, “non si costituirà” contro Sempio. I familiari continuano a ritenere Stasi responsabile dell’omicidio e, inoltre, non potrebbero chiedere una seconda volta il risarcimento per lo stesso danno, già riconosciuto con una sentenza passata in giudicato.
La decisione tuttavia non pregiudica la possibilità per i Poggi di restare persone offese nel procedimento né, eventualmente, di intraprendere un’azione civile.
La difesa di Sempio prepara le contromosse
Intanto, domani è prevista una riunione tra gli avvocati e i consulenti di Andrea Sempio per stabilire quali aspetti approfondire nelle memorie difensive e a quali conclusioni delle relazioni della Procura rispondere. Tra i temi al centro del confronto ci sono la dinamica dell’aggressione, l’impronta a pallini attribuita all’autore del delitto e gli altri elementi esaminati dai magistrati.
L’avvocata Angela Taccia ha fatto sapere che la difesa depositerà sicuramente del materiale. Il gruppo di lavoro dovrà decidere in questi giorni su quali punti concentrare gli approfondimenti e quali questioni riservare alle successive fasi del procedimento.
“La Procura di Pavia è convinta che a uccidere Chiara Poggi sia stato Andrea Sempio e per questo motivo era inutile sottoporci alla loro consulenza psichiatrica. Perché collaborare per forza? A questo punto se giocano duro loro giochiamo duro pure noi”, ha dichiarato Taccia a Fanpage.
I dubbi della legale sugli elementi dell’inchiesta
L’avvocata ha riferito di non aver trovato nel fascicolo elementi abbastanza solidi. “Mi aspettavo indizi più forti. Ci sono stati tanti errori in questo procedimento”, ha affermato, contestando alcuni degli elementi finiti sotto la lente degli inquirenti.
Tra gli esempi citati dalla legale ci sono gli scritti di Sempio esaminati dalla Procura di Pavia, che secondo Taccia non sarebbero pensieri personali dell’indagato, ma “appunti relativi a uno spettacolo teatrale con Nuzzi”, il conduttore di Quarto Grado Gianluigi.
La difesa contesta inoltre il valore attribuito al Dna rinvenuto attorno alle unghie di Chiara Poggi. “La perizia della dottoressa Denise Albani ha dichiarato che non c’è nulla di accertabile”, ha sostenuto l’avvocata.
Attese nuove convocazioni sul lavoro del Ris
Sul fronte investigativo sono attese anche le convocazioni di testimoni nell’ambito del filone che riguarda l’operato del Ris di Parma durante la prima indagine, coordinata dalla pm di Vigevano Rosa Muscio, oggi giudice a Milano.
La settimana si annuncia quindi importante sia per le prossime mosse della difesa di Sempio sia per gli sviluppi degli accertamenti legati alla precedente attività investigativa sul delitto di Garlasco.
